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Versailles alla Galleria Carla Sozzani

Barbara Micheletto Spadini
15 marzo 2011


Dal 15 gennaio al 27 marzo la Galleria Carla Sozzani presenta Versailles, una selezione di trentacinque immagini di grande formato che Robert Polidori ha scattato e raccolto in oltre venticinque anni di documentazione sui lavori di restauro della reggia di Versailles.
Polidori, fotografando gli ambienti interni del palazzo con particolare attenzione per il tema del restauro e della riqualificazione, cerca di penetrare e rivelare l’anima di chi vi ha vissuto.
L’idea del fotografo é che l’interno di una stanza possa svelare la storia, i valori, le idee dei suoi abitanti e che, anche i dettagli più minuti, possano mostrare come queste persone desiderassero apparire agli altri.
A differenza dei suoi precedenti progetti, quali l’Uragano Katrina e Chernobyl, dove gli spazi fotografati portano i segni di eventi catastrofici, il lavoro su Versailles racconta venticinque anni di lavori conservativi.
Ogni camera, presentata con ricchezza di dettagli, mostra le tracce stratificate della propria storia, delle persone che l’hanno abitata nel tempo.
Attraverso i segni dei continui rifacimenti, operati da Luigi XIV e dai suoi predecessori, nonché dei lavori di restauro, Robert Polidori restituisce con chiarezza il succedersi di molteplici personalità e delle loro visioni.
Con questa serie fotografica Polidori mette in discussione l’idea di riportare la Reggia al suo stato originario.
Per il fotografo Versailles non è un luogo appartenente a un unico periodo storico, ma il risultato di un incessante processo di ricostruzione e rivisitazione della storia al fine di tenere vivo il passato.
Polidori è maestro nella resa estetica e compositiva delle immagini.
Le sue fotografie sono complesse nature morte, che, con il loro vivace cromatismo e una qualità fotografica unica, propongono allo spettatore un affascinante sfondo per la propria immaginazione.

 

Robert Polidori è nato nel 1951 a Montreal, Quebec.
È considerato uno dei maggiori fotografi di architettura a livello internazionale.
I suoi reportage di città abbandonate e divise, tra cui Chernobyl, La Havana e New Orleans dopo l’uragano Katrina, hanno ricevuto riconoscimenti in tutto il mondo.
È autore di numerose pubblicazioni, la più recente – Parcours Muséoligique Revisté – si compone di tre volumi che raccolgono la sua serie Versailles.
È stato vincitore dell’Alfred Eisenstaedt Award nel 1999 e nel 2000; nel 1998 ha ricevuto il World Press Award per il suo reportage sulla costruzione della nuova sede del Getty Museum.
Collabora regolarmente con la rivista The New Yorker.

 

Barbara Micheletto Spadini


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