Architettura

Vertical farm: nuove soluzioni per l’agricoltura di domani

Roberto Levati
12 maggio 2017

Fattoria, grattacielo, agricoltura e Africa sub-sahariana. Quattro parole che difficilmente ci si aspetterebbe di incontrare nella stessa frase. Ma non in questo caso! Nel mese di Aprile è stato annunciato il progetto vincitore del concorso sponsorizzato da eVolo, volto ad individuare nuove idee e nuovi scenari per i grattacieli di domani. And the winner is… Mashambas Skyscraper! Il progetto di Pawel Lipiński, Mateusz Frankowski per la realizzazione di una torre-fattoria per i territori dell’Africa sub-sahariana.

Una soluzione pensata appositamente per una delle zone più povere e problematiche del pianeta, spesso rimasta fuori dalle rivoluzioni agricole a causa della carenza di infrastrutture e dalle difficoltà nel reperire le materie prime. La scelta del grattacielo, decisamente insolita per accogliere una fattoria, sviluppandosi prevalentemente verso l’alto permette di ridurre al minimo l’ingombro a terra senza rinunciare a nessuno spazio e nessuna funzione.

La coppia di architetti polacchi ha dato vita ad una vera e propria fattoria verticale in grado di crescere ed espandersi grazie all’impiego di un sistema modulare costituito da elementi semplici e facili da assemblare tra loro, garantendo un alto grado di flessibilità per la composizione dell’edificio. La scelta del modulo e delle arcate, inoltre, genera una serie di spazi molto utili per la coltivazione. L’accostamento di due volte a botte, infatti, crea delle vere e proprie ‘vasche’ dove poter collocare terra e sementi.

L’idea dei due progettisti non è solamente architettonica, ma anche politica e sociale. Lo scopo di questo grattacielo è infatti quello di creare dei veri e propri centri educativi, dove poter insegnare alle culture locali le tecniche di coltivazione e allevamento per potersi garantire un futuro migliore. Questo grande contenitore culturale è infatti pensato come un oggetto itinerante, in grado di trasferirsi da un luogo all’altro una volta completato il processo di formazione e reso indipendente la tribù locale. Un progetto certamente molto ambizioso, che tenta di dare una risposta concreta ad uno dei principali problemi del nostro millennio come la fame nel mondo.