Arte

Vestirsi con stile nella Milano risorgimentale: lo si impara a Palazzo Morando

staff
4 febbraio 2012


L’esposizione “L’immagine femminile a Milano dal 1848 al 1914” non poteva svolgersi in una sede più adatta. Collocato nel quadrilatero della moda meneghina, il museo si adopera egregiamente per rivelarsi sempre più come un luogo stimolante delle più profonde facoltà umane, spazio d’elezione per ammirare, in oltre duemila metri quadrati, i capolavori del passato, analizzare l’immagine del presente e costruire suggestioni per il futuro. Tale area polivalente, in cui le tre scansioni temporali si fondono arricchendosi reciprocamente, si comporta come una lente di ingrandimento capace di illuminare con chiarezza ed efficacia le tematiche prescelte.
La presente mostra, inaugurata il 12 Gennaio ed aperta al pubblico per i prossimi sei mesi, coglie l’occasione della celebrazione del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia al fine di esibire pezzi pregiati di una forma artistica talvolta sottovalutata, in cui tuttavia rilevanza estetica e valore storico si sommano pregevolmente: la moda femminile di epoca risorgimentale e post-unitaria.
Si tratta di diciotto abiti femminili, restaurati grazie a Baccarat, che si avvicendano nelle sale della Pinacoteca e dell’appartamento Morando. Gli abiti, selezionati e descritti da Alessia Schiavi ed Elisabetta Chiodini, illustrano i mutamenti di stile che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo coinvolsero usi e costumi di generazioni femminili il cui ruolo storico fu decisivo per la genesi e l’evoluzione del Belpaese.
Di fronte agli occhi del visitatore si verifica una inattesa epifania di un mondo distante da un punto di vista temporale, culturale e persino industriale; basti considerare l’unicità e la lavorazione dei capi di vestiario presentati, frutto di un lavoro artigianale arduo ed autentico, tale da trapassare in una dimensione artistica.
Si può tuttavia riscontrare in nuce quella creatività peculiarmente italiana che nel settore della moda continua a renderci famosi in tutto il Mondo. Rigidi busti, affascinanti corpetti, gonne “a tulipano”, sino a giungere ai capi più stravaganti di inizio Novecento: un ampio e pittoresco quadro di una società milanese che nella novella indipendenza politica avrebbe esercitato una funzione fondamentale.

 

Luca Siniscalco


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