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Vettel e Higuain: a ognuno i suoi gol

Riccardo Signori
27 marzo 2017

Sebastian Vettel

La Ferrari che vince unisce quasi tutta l’Italia (ci sono sempre gli “anti” a prescindere), la Juventus che vince divide mezza Italia. Storicamente il destino delle due Signore dello sport italiano è ben delineato e neppure la presenza di personaggi più o meno popolari alla guida (del volante o dell’attacco) del team ha cambiato l’umor popolare.

C’era una volta la Ferrari che vinceva e faceva vendere più copie ai giornali sportivi ed ai quotidiani in genere. Invece la Juventus vincente ha incrementato soprattutto le vendite dei giornali di Torino e dintorni. La Ferrari è più nazional popolare, la Juventus è popolare, ma non proprio da fratelli d’Italia.

Dunque la Ferrari che torna a vincere dopo 553 giorni, ovvero dopo 27 gran premi di astinenza (gp di Singapore, settembre 2015) non è solo un fatto di sport, ma quasi un avvenimento nazionale: tanto da scomodare perfino un cinguettio del presidente del consiglio. A sua volta la Juventus che  affronterà il Barcellona in Champions (11 e 19 aprile), una delle squadre più titolate al mondo (magari un po’ meno forte di qualche anno fa), può diventare un caso nazionale se sconfitta, e soltanto un fatto sportivo grazie a un successo che farà sorridere mezza Italia e masticare amaro l’altra metà.

Ferrari e Juve sono unite dalla stessa famiglia, lo stemma nobiliare ben differenziato, ma come vedete l’Italia dello sport le vede molto diversamente. Entrambe si nutrono di gol (nel senso dei successi) e passione, di grande qualità nel lavoro di gruppo ed in quello del management. Così si vince, questa è la via: lo ha detto Sergio Marchionne.  A casa Juve hanno già messo in pratica da tempo.

Però il lavoro italiano ha bisogno di propellente straniero. Ecco Vettel alla guida della Rossa, con tutta la sua bravura e quel modo di sentirsi tedesco all’italiana. Mentre Gonzalo Higuain interpreta la nostra passione in salsa argentina. Vettel è stato chiamato alla Ferrari per aiutarla a risorgere e chissà che questo non sia un anno da tramandare alla memoria. Higuain è stato strapagato dalla Juve per nutrirla delle sue segnature in Champions più che in campionato. L’argentino finora ha mitragliato reti (e assist) in serie A, ha aiutato la squadra a volar via, sicura in testa alla classifica, ma deve batter colpo in coppa.

Gonzalo Higuain

Agnelli, Allegri e tutto il tifo bianconero lo attendono al gol decisivo. La Juve deve battere il Barcellona per dare luce alla sua stagione, che peraltro promette un altro scudetto.

Vettel e Higuain sono goleador nati, non possono navigare nel grigio mare e nemmeno confondersi con il gruppo dei tanti. Però hanno destini diversi nel cammino italiano: Vettel e Ferrari lavorano insieme, ma riescono a differenziare la loro grandezza. Il tedesco ha conquistato quattro titoli con la Red Bull. Brilla di lce propria da anni e lo dicono i suoi primati. A Melbourne (2011) vinse alla prima gara , come quest’anno, eppoi conquistò, per esempio, il suo secondo mondiale. La Ferrari è il marchio italiano più famoso nel mondo e non certo perché vende auto.  Ciascuno ha una identità, poi potranno conquistare il mondiale insieme. E nelle prime parole di Vettel, “Questa è per tutti noi, per quelli in pista e per quelli a Maranello”, c’è l’immagine di un gruppo dove l’unione fa davvero la forza.

Gonzalo Higuain è un centravanti di valore universalmente riconosciuto, ma ha vinto poco in confronto alle reti segnate. È passato dallo squadrone del Real Madrid, ha faticato a farsi largo in nazionale, ha lucidato la fama in un mondo pieno di passione (Napoli) ma senza grande chance di successo internazionale ed ora cerca l’ultima zampata a casa Juve. In Italia la Signora conta più dei suoi giocatori e dei suoi allenatori. Esattamente come alla Ferrari. Ma sulla Rossa i  piloti fuoriclasse hanno lasciato ricordo indelebile. Nella Juve goleador e campioni stanno sempre un passo indietro.

C’è da dire che la Ferrari è rimasta sempre “Grande” a livello internazionale. Invece la Juve sta ricostruendo la  credibilità dopo alcune disavventure. Nel calcio, per restare top, bisogna sempre entrare tra le migliori otto (meglio quattro) d’Europa. Higuain, probabilmente, ha un compito perfino più difficile di quello del tedesco. La concorrenza è agguerrita. Vettel e la Ferrari hanno tre-quattro autentici avversari, il resto è contorno. Seppur ci sia l’incognita legata alla tecnologia. Higuain deve segnare almeno un grappolo di gol per trascinare la Juve fra i primi, non solo al primo posto. Per vincere la Champions le sue reti dovrebbero essere pesantissime, e il gioco di squadra anche superiore a quello rinomato della Ferrari.

Insomma Vettel segna un gol e vince. Invece Higuain ha una certezza: una rete non basta per vincere. Forse con due/tre può farcela. E, comunque, Gonzalo non sarà mai un Vettel nella sua individualità di successo, ma solo un incensato centravanti della Juve.


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