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Vi racconto le mie passioni: Paltrinieri nuota per l’oro

Riccardo Signori
2 maggio 2016
Credit LaPresse - Ph.Gian Mattia D'Alberto

Credit LaPresse – Ph.Gian Mattia D’Alberto

Due parole ispirano l’idea di un tracciato. “Ho faticato come un mulo”. Gregorio Paltrinieri lo ha sempre raccontato, tra interviste e battute, scandendo il tempo della vita da quando, a 16 anni, ha lasciato la casa di Carpi per allargare i confini del suo mondo e impegnarsi a diventare campione del nuoto. Ora campione lo è. Gli anni sono 21, arriveranno a 22 il 5 settembre quando le Olimpiadi saranno già passate. E chissà mai che, allora, la bacheca di casa non risplenda nell’oro.
Per ora Greg, diminutivo ad uso e consumo di stampa e amici, è campione del mondo dei 1500 metri stile libero, recordman mondiale in vasca corta e campione d’Europa della distanza in attesa di replicare in maggio a Londra il 17 e 18 maggio, giorni della sua gara. Ma stavolta gli europei (9-22 maggio) saranno davvero le prove generali per la sua Olimpiade. Già scelto il costume per Rio, il nome è tutto un programma “Powerskin Carbon Ultra”; già chiara la lista degli avversari, primo fra tutti il 19enne australiano Mack Horton, mentre il cinese Sun Yang è avvolto nel mistero.
I 1500 stile libero sono gara di resistenza e fatica, gli allenamenti di Greg sono da monaco della fatica tra sedute al sacco, come fosse un pugile, e ripetizioni in acqua senza un attimo di respiro. Il punto forte è la nuotata, il punto debole la virata. Un tipo che va al massimo, da perfezionista.

Paltinieri indossa il nuovissimo Powerskin Carbon Ultra Arena Credit LaPresse - Ph.Gian Mattia D'Alberto

Paltinieri indossa il nuovissimo Powerskin Carbon Ultra Arena che lo accompagnerà a Rio 2016. Credit LaPresse – Ph.Gian Mattia D’Alberto

Paltrinieri monaco della fatica. Le sta bene l’idea?
La fatica non mi ha mai spaventato. Anzi, per me è sempre stata uno stimolo a dare di più ed esserne il simbolo non può che farmi piacere.

Da Londra a Rio, un intero viaggio di storie belle o qualcuna anche brutta?
A Londra ho patito un po’ di pressione. Era anche l’anno del mio diploma e ho percepito grandi attese su di me. Ma è stata lo stesso un’esperienza fantastica. Preferisco vedere Rio in altra ottica: se ho, ed avrò, tutti gli occhi puntati addosso sarà perché sto facendo molto bene e questo non può essere che uno stimolo per continuare a spingere e lavorare.
Detto così pare nulla, ma detto in cifre è ben peggio: una media di 19 km al giorno in acqua, due sedute di egual lunghezza tra mattina e pomeriggio, 10 sedute a settimana per un totale di circa 100 km.

Credit LaPresse - Ph. Fabio Ferrari

Credit LaPresse – Ph. Fabio Ferrari

Quanto hanno contato i genitori nel diventare campione?
I miei genitori sono stati fondamentali, non sarei dove sono ora se non fosse stato per loro.

E Letizia, la fidanzata?
La Leti è la persona con cui mi distraggo un po’ dalla routine quotidiana e insieme stiamo davvero bene!
Che poi Lei consiglia a Lui anche le serie televisive nelle notti di solitudine, prima di addormentarsi o di dedicarsi alla playstation…

Ogni tanto c’è rimpianto per Carpi? Oppure si sente cittadino del mondo?
Rimpianto no, perché faccio qualcosa che ho sempre sognato di fare. Certamente, appena posso, torno a Carpi perché lì è iniziato tutto ed è lì che vivono i miei cari. Sono le origini che ci fanno diventare ciò che siamo.
E, a Carpi, la mamma lo aspetta sempre con le lasagne nel piatto.

Credit LaPresse - Ph. Gian Mattia D'Alberto

Credit LaPresse – Ph. Gian Mattia D’Alberto

Prepararsi ad una Olimpiade: i punti cardinali per sbagliare il meno possibile?
Stabilire  un percorso per gli  allenamenti almeno un anno prima, affrontare le gare preolimpiche come fossero finali e impegnarsi al massimo. Essere umili e ottimisti.

Podio (oro?) olimpico o anello Nba, che certifica la passione per il basket. Cosa avrebbe sognato Greg prima di cominciare?
Sognavo di essere un nuotatore già da piccolissimo.

Credit LaPresse - Ph.Gian Mattia D'Alberto

Credit LaPresse – Ph.Gian Mattia D’Alberto

Design e architettura sono le passioni, poi c’è quell’idea di dedicarsi allo studio di Scienze Politiche….
Design e architettura sono le mie passioni da una vita! Mi piacciono le cose fatte bene esteticamente. Ho scelto Scienze Politiche perché mi sono sempre interessato a questo genere di studi e sono più portato per le materie umanistiche.

Moda, cucina, libri: interessano?
Leggo molto: sono un grande appassionato di gialli e di autobiografie di sportivi famosi. Mi piace mangiare soprattutto cose dolci: la cioccolata è una passione. Dico moda e penso: semplicità e praticità.

Credit LaPresse - Ph. Fabio Ferrari

Credit LaPresse – Ph. Fabio Ferrari

Invece dire nuoto cosa significa? Il feeling con l’acqua?
Il nuoto è la mia vita, la mia passione. Stare in acqua con la testa sotto, beh, in quel momento sono solo io e miei pensieri…Una sensazione indescrivibile!

Avversari e modelli: due-tre nomi ai quali dire grazie o arrivederci?
Uno per tutti: il mio idolo è Ian Thorpe da quando sono piccolo, ha segnato pagine epiche nella storia del nuoto.

Al di là dell’idea di vincere l’oro, dove porta il cuore di Greg?
Al momento mi porta a Rio per  vivere un’esperienza fantastica da protagonista. Voglio godermi tutta l’Olimpiade.

Credit LaPresse - Ph. Fabio Ferrari

Credit LaPresse – Ph. Fabio Ferrari

Quest’anno il nuoto regala all’Italia la sua portabandiera: Federica Pellegrini. Greg l’ha definita: “La campionessa più campionessa che c’è”. Ma il nuoto regalerà all’Italia anche il portabandiera più portabandiera nella caccia all’oro. Dici Greg, basta la parola.

 


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