Viaggiare si può ancora, con Discovery Atlas

Marica Cammaroto
10 settembre 2013

discovery

C’è poco da fare, il ritorno dalle vacanze è sempre traumatico. Che tu sia andato all’avventura tra le giungle del Borneo o che sia invece rimasto comodamente a poltrire sul lettino a Marina di Ravenna, il discorso non cambia: la sindrome da rientro colpisce tutti. Che fare per alleviare il dispiacere del “son già finite le vacanze”? Possiamo cominciare a prenotare voli cheap a caso su Ryanair (se le finanze ancora ce lo permettono) o possiamo stenderci sul divano a guardare Discovery Atlas sul canale di Focus.
Questa nuova serie televisiva ha carattere documentaristico e geografico e tratta gli aspetti culturali, sociologici ed economici di diverse nazioni del mondo, esplorandone la vita quotidiana, le tradizioni, la flora e la fauna tipiche di ognuna. Ogni episodio racconta una nazione diversa, mettendo in luce anche le caratteristiche delle varie aree del Paese, analizzandone in parte la storia e gli avvenimenti che hanno in qualche modo influito sulla sua formazione.

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La puntata di sabato raccontava del Sudafrica e di come questa nazione rappresenti l’avanguardia del continente: si pensi che da sola contribuisce alla produzione del 40% di tutta l’energia elettrica utilizzata in Africa.
Discovery Atlas parla davvero di ogni aspetto della nazione a 360°: dalla vita nelle grandi città quali Johannesburg e Pretoria (che annoverano primati agghiaccianti in quanto a malvivenza) alla vita semplice che nelle campagne e nelle savane le tribù Zulù continuano a condurre; dai tempi dell’apartheid all’attuale aria di cambiamento concreta che si respira tra i giovani, dal problema dell’AIDS alla creazione di posti di occupazione per i colored e i nativi. Insomma, in Sudafrica oltre ai safari e alle spedizioni subacquee per vedere lo squalo bianco c’è tutta una cultura da scoprire,che per anni è stata sottomessa.
Discovery Atlas ci mostra, assolutamente super partes, quanto sia bello viaggiare e aprire la mente a ciò che ancora non conosciamo.

Marica Cammaroto