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Blog del Direttore

Viaggio a Glion e Les Roches

Luca Micheletto
20 novembre 2014

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Siete mai entrati in un albergo di lusso notando una serie di disattenzioni e disservizi? A me è capitato più volte, in giro per il mondo. Ecco, probabilmente il direttore di quella struttura non è un diplomato a Glion o Les Roches.
Forse non tutti conoscono queste due prestigiose scuole svizzere, appartenenti al gruppo Laureate, specializzate nella formazione dei futuri manager dell’ospitalità. Ma quello che dovete sapere è che la qualità dell’istruzione che gli studenti ricevono qui garantisce una corrispondente qualità per i frequentatori di alberghi, ristoranti, voli aerei e boutique di alta gamma.

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Un paio di settimane fa ho avuto il privilegio di visitare personalmente i campus di Glion, poco lontano da Montreux, e Les Roches, appena sotto la celebre Crans Montana, accompagnato dai loro amministratori delegati e alcuni studenti.
Se entrare a Les Roches significa tuffarsi in un grande college di stampo americano, varcare la soglia di Glion vuol dire invece immergersi in un antico castello sulle rive del lago di Ginevra, circondati da diligenti ragazzi elegantemente vestiti. Ebbene sì, in queste scuole la gestione di una struttura ricettiva, il suo funzionamento come un ingranaggio perfetto, il suo management, sono solo alcune delle tante competenze che vengono insegnate ai giovani allievi: grande importanza hanno anche la scelta del look perfetto per ogni occasione, quali attenzioni dedicare al modo di parlare, alla gestualità, al portamento.

“Glion è una scuola di vita, quando sono entrata ero molto studiosa ma non avevo idea di cosa volesse dire vestirmi bene; qui ho imparato che non basta saper far quadrare un bilancio, ma è fondamentale il modo in cui ci mostriamo agli altri”, mi ha raccontato Lucile Falguieres, ex allieva e attualmente associate director of sales & marketing del Fairmont Le Montreux Palace.
“Grazie a Les Roches ho potuto fare già diverse esperienze in giro per il mondo, ma ora il mio progetto è quello di aprire due o tre alberghi partendo dall’Argentario e dalla California per poi sbarcare, perché no, a St Moritz con un boutique hotel”, mi ha confessato Caterina Coluccia Civelli, amica che ho rincontrato casualmente a Crans che, dopo aver studiato in Bocconi, ha deciso di specializzarsi a Les Roches.

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In questi prestigiosi collegi – non certo accessibili a tutti per via delle rette, peraltro perfettamente giustificate dai servizi offerti – non si impara solo a gestire un albergo o un ristorante, ma si studia anche molta finanza, tanto che Grisha Bernard Davidoff Collière, studente e presidente della Glion Student Government Association, si prepara a vivere due esperienze – prima a Londra e poi a Milano – presso prestigiosi fondi d’investimento e vede il suo futuro proprio in una di queste organizzazioni.

Judy Hou, amministratore delegato di Glion, mi ha illustrato una serie di sbocchi professionali e mi ha raccontato che sempre più spesso a fare selezione tra gli studenti di Glion arrivano colossi del calibro di JP Morgan, oltre ovviamente alle più prestigiose catene alberghiere, come Mandarin Oriental e Four Seasons. “La nostra forza è quella di insegnare ai nostri allievi da come apparecchiare una tavola a come fare un letto in quattro minuti, fino a fornire loro solide basi in economia, finanza e management”, ha aggiunto Judy Hou.
Studiare a Glion e Les Roches significa vivere in un ambiente internazionale dove non è difficile pranzare con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo: “A Glion sono presenti studenti da quasi 100 paesi”, mi ha informato Enrico Manasse, studente del campus di Montreux.

Una così ricca offerta formativa sembrerebbe nascondere una vita senza svaghi per gli allievi. Ma l’apparenza inganna: Mario Nurzia, Glion Student Ambassador, mi ha raccontato che ogni mattina cerca di andare a correre e sfrutta ogni momento libero per raggiungere le piste da sci che distano solo una mezz’oretta dal campus. Insomma, non solo duro lavoro, ma anche molte occasioni in cui condividere le proprie passioni grazie alle numerose attività organizzate per creare solidi legami umani, oltre che professionali. Sarà forse questo il segreto dietro alle facce felici e sorridenti degli studenti che ho incontrato girovagando per i campus.

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“Grazie ai nostri programmi che prevedono una serie di tirocini formativi presso i nostri qualificati partner e alla formazione in campus a cura di professionisti del settore siamo in grado di offrire ai nostri laureati basi solide per un futuro lavorativo ricco di soddisfazioni”, ha concluso senza nascondere la sua emozione Sonia Tatar, amministratore delegato di Les Roches.
Di certo un esempio da seguire, soprattutto in un momento difficile come questo, in cui – continuerò a ripeterlo – puntare sulla creatività, il talento e la voglia di mettersi alla prova che caratterizzano le nuove generazioni non può che essere la carta vincente.