Fotografia

Viaggio fotografico nel mondo di Werner Bischof

Valentina Garola
29 novembre 2017

Werner Bischof, Tin Soldiers, Zurigo, 1941, © Werner Bischof/Magnum Photos

“Solo il lavoro fatto in profondità, con un impegno e un coinvolgimento totali, può davvero aver valore”. Così Werner Bischof, riassume la visione del suo lavoro, convinto della necessità di una profonda responsabilità sociale da parte della fotografia.

A cento anni dalla sua nascita, la Casa dei Tre Oci di Venezia ospita fino al 25 febbraio 2018 una grande antologica dedicata al maestro del Novecento, che fu tra i fondatori dell’agenzia Magnum.

La mostra è curata dal figlio Marco Bischof ed è organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, in collaborazione con Magnum Photos e con la Werner Bischof Estate, media partner Radio Montecarlo. È inoltre accompagnata dal catalogo Aperture (in inglese).

Protagoniste assolute dell’esposizione sono 250 fotografie, in larga parte vintage, tratte dai più importanti reportage firmati da Bischof, che consentono al visitatore di ripercorrere i lunghi viaggi che portarono l’artista svizzero negli angoli più remoti del mondo, dall’India al Giappone, dalla Corea all’Indocina, fino ad arrivare a Panama, in Cile ed in Perù. Viene poi esposta per la prima volta una selezione di 20 fotografie in bianco e nero dedicate all’Italia come soggetto privilegiato: in essa più di tutte si coglie l’originalità dello scatto che rivela l’occhio “neorealista” del maestro.

  • Zurigo, Svizzera, 1941 – © Werner Bischof/Magnum Photos

  • Italia, 1946 – © Werner Bischof/Magnum Photos

  • Italia, 1946 – © Werner Bischof/Magnum Photos

  • Milano, Italia, 1946 – © Werner Bischof/Magnum Photos

  • Tokio, Giappone, 1951 – © Werner Bischof/Magnum Photos

Quella di Bischof si configura nella sua globalità come una lunga riflessione sulle criticità della società a lui contemporanea, di cui racconta ambiguità e contrasti, in un gioco di dicotomie: sviluppo industriale e povertà, business e spiritualità, modernità e tradizione.

Il percorso espositivo trasporta il visitatore nella golden age del fotogiornalismo: il viaggio fotografico parte dall’Europa, devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, passando poi all’India, un Paese che nonostante la povertà è stato capace di rialzarsi e diventare una nazione leader del nuovo millennio. Vi è poi il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra in Corea, da cui si partirà poi alla volta del continente americano.“Ne ho avuto abbastanza – racconterà Bischof riferendosi a questo periodo della sua vita – questa caccia alla storia è diventata difficile da reggere – non fisicamente, ma mentalmente. Ormai il lavoro qui non mi dà più la gioia della scoperta; qui quello che conta più di qualunque cosa è il valore materiale, il fare soldi, fabbricare storie per rendere le cose interessanti. Detesto questo genere di commercio di sensazioni… è stato come prostituirsi, ma ora basta. Dentro di me io sono ancora – e sarò sempre – un artista”.

Il viaggio attraverso l’obbiettivo del grande fotografo prosegue poi in diverse città statunitensi, di cui l’artista è stato capace di cogliere l’incredibile sviluppo metropolitano, anche con una serie di scatti a colori. L’esposizione si chiude poi idealmente tra i villaggi del Perù e sulle cime andine, dove Bischof trovò la morte il 16 maggio 1954.

 

Werner Bischof, fotografie dal 1934-1954
Dal 22/09/2017 al 25/02/2018
Casa dei Tre Oci
Giudecca 43, Venezia
Orari: tutti i giorni10 – 19, chiuso martedì


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