Fotografia

Viaggio in Scozia con Gabriele Basilico e Marco Introini

Alberto Pelucco
13 novembre 2013
Gabriele Basilico – Glasgow 1969

Gabriele Basilico – Glasgow 1969

Mettete insieme due fotografi, il loro interesse per i viaggi e le città, un pizzico di filosofia ed ecco la mostra “Gabriele Basilico/Marco Introini: viaggi in Scozia”, in cui paesaggi scozzesi sembrano appartenere a mondi diversi, perché diversi sono gli occhi che li osservano.
Eppure, numerosi sono i punti di contatto tra Gabriele Basilico e Marco Introini, classe 1944 il primo, 1968 il secondo. Entrambi studiano Architettura al Politecnico di Milano, dove maturano la passione per la fotografia, specie quella paesaggistica; entrambi sono attratti dalle città, concepite come organismi dotati di vita e identità proprie.
Tuttavia, Basilico cerca di capire cosa induca la città ad assumere una determinata forma e in questo un ruolo interessante è ricoperto dagli uomini, che non sono i protagonisti degli scatti, ma lo sfondo nel quale agisce l’agglomerato urbano, vero attore del racconto fotografico.

Marco Introini – Edimburgo 2007

Marco Introini – Edimburgo 2007

Come quando siamo a teatro. Si apre il sipario, ma prima che gli attori entrino, è la scenografia ad attirare l’attenzione degli spettatori, che si domandano di che cosa si tratti, per quali ragioni si trovi lì e soprattutto che ruolo rivesta all’interno della rappresentazione. Queste sono le stesse domande che si poneva nel 1969 un giovane Gabriele Basilico quando fotografava i quartieri degradati della periferia di Glasgow. Costruiti dopo il 1945, questi quartieri riflettono da un lato la difficile condizione socio-economica del Paese, ma anche lo spirito combattivo dei suoi abitanti, ben visibile nei sorrisi dei bambini in uno degli scatti, il cui significato sembra essere: ottimismo, progresso e lavoro sono gli ingredienti per ricominciare a vivere dopo anni difficili. Il nostro spettacolo teatrale, dall’ipotetico titolo “Vita di Glasgow”, trova quindi nell’automobile, nella strada e nella palizzata i suoi protagonisti, mentre nei bambini le comparse.

Marco Introini – Portree, Island of Skye 2007

Marco Introini – Portree, Island of Skye 2007

Se Basilico ha in mente il futuro delle città, Introini si concentra sul presente e il passato. L’obiettivo è estrapolare una determinata porzione di spazio e dotarla di una propria identità. Ecco quindi spiegato il suo modus operandi, basato sull’attenta osservazione di carte storiche, mappe, iconografia e la realizzazione su un taccuino di schizzi dei luoghi scelti per la fotografia.
Fotografia che per Introini è quasi sempre in bianco e nero e, a differenza di Basilico, priva di persone o abitanti, perché, secondo l’artista, una città trae la sua identità dal rapporto con l’ambiente circostante, da come si integra con il mondo e la natura. Ma poiché questo rapporto non è sempre facile da cogliere, è necessario che i soli protagonisti delle foto siano la città e l’ambiente. In questo senso, assenza di abitanti e colori permettono di raffigurare con maggiore disinvoltura gli oggetti del paesaggio, come cartelloni pubblicitari, segnali stradali, colline e laghi.
Ecco dunque un interessante confronto tra due concezioni diverse non solo della fotografia, ma anche della filosofia. “Personale” la prima, che assegna agli uomini, alle persone, un ruolo interessante, anche se non di primo piano. “Filosofico” il secondo, che vede nella città lo strumento con cui oggi l’uomo può lasciare un segno del suo passaggio sulla Terra.
Alberto Pelucco

Gabriele Basilico/Marco Introini: viaggi in Scozia
11 ottobre – 16 novembre 2013
Galleria Bel Vedere, via Santa Maria Valle 5, 20123 – Milano
Orari:
Martedì – sabato: 15 – 19
Informazioni:
Web: www.belvederefoto.it
Tel: 02 6590879
Ingresso Libero


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