Fotografia

Viaggio negli abissi con Giugni e le Sirene di Ulisse

Alberto Pelucco
19 giugno 2013

Ci sono due cose da sapere sulle Sirene: la prima è che, secondo la mitologica greca, non erano pesci. La seconda è che è ad esse che il fotografo Gabriele Giugni dedica il suo reportage “Ulysses Syndrome”, che possiamo ammirare presso il Mezzatorre Resort&Spa di Forio d’Ischia. Coniato da Joseba Achótegui, psichiatra e professore dell’Università di Barcellona, l’espressione “Sindrome di Ulisse” indica i lunghi periodi di stress vissuti da persone in perenne ricerca di una sede stabile o comunque tutti quelli che si ritrovano in condizioni limite: il ritratto dell’eroe omerico, che per vent’anni vagò ramingo nel mare del dio Nettuno. La mostra si inserisce nel progetto di art-hotel avviato dal Mezzatorre Resort&Spa due anni fa, in base a cui ogni stagione un artista espone le sue creazioni  negli spazi interni ed esterni dell’albergo per un approccio diretto con l’arte.

Scatti subacquei ritraggono donne moderne immerse un vero e proprio mondo sottomarino, non molto distante da quello tratteggiato dalla mano dello scrittore danese Hans Christian Handersen nella fiaba “La Sirenetta” del 1837.

E nemmeno da quello di Omero, che nel canto XII dell’Odissea, descrive così strani esseri: “Tu arriverai, prima, dalle Sirene, che tutti / gli uomini incantano, chi arriva da loro /.A colui che ignaro s’accosta e ascolta la voce /delle Sirene, mai più la moglie e i figli bambini/ gli sono vicini, felici che a casa è tornato /,ma le Sirene lo incantano con limpido canto/ ,adagiate sul prato: intorno è un mucchio di ossa/ di uomini putridi, con la pelle che raggrinza.”

L’artista immortala queste “Sirene per caso”, mentre esplorano gli abissi con scatti, presentati sotto forma di installazione, in teche-scultura, che colpiscono per la nitidezza dell’immagine, le trasparenze della luce, l’intensità dei colori (blu in primis).

Tuttavia, sono le pose le vere protagoniste: con le loro movenze leggiadre e armoniose, le modelle sembrano improvvisare un balletto silenzioso ma ispirate da note melodiose che solo dalla bocca di una Sirena possono provenire.

Il canto soave, seduttivo è la caratteristica principale di questi personaggi mitologici e proprio la bellezza di questo aveva ispirato nell’antichità Omero, come altri, ad associarle a dei volatili. Lo scrittore greco Strabone le identificava con delle galline, convinto dalla somiglianza delle zampe di queste con le future donne-pesce. Oggi molti parlano delle sirene in riferimento a degli uccelli marini noti per il loro “canto”, per via della radice Sir-/sur-, che in greco antico si trova in parole come “Seirén”, usata dal filosofo Aristotele per indicare l’ape selvatica, cioè un altro volatile e “Surinx”, zufolo, strumento che nella pittura vascolare le Sirene suonano spesso. Ma è nell’“Ars Poetica” di Ovidio che questi strani personaggi sono descritti per la prima volta come donne-pesce. Alla stessa versione si attiene Giugni che, armato di macchina fotografica, percorre le rotte di Ulisse, da Troia ad Itaca, a bordo solo di una barca a vela del 1930.

Questo forse l’effetto più suggestivo creato dal reportage: nella magica atmosfera del fondale sottomarino donne di tutti i giorni si rivestono di un’aura mitica. Si tratta di un mondo dove tempo e spazio non esistono, dove realtà e fantasia si fondono. Un mondo che attende solo che noi ci immergiamo per esplorarlo, magari guidati ancora una volta da quel canto fantastico. Senza fare come Ulisse che, per resistere immune all’incantesimo, fu costretto a farsi legare all’albero maestro. Soffrendone terribilmente.

Alberto Pelucco

“Ulysses Syndrome” – Gabriele Giugni
Mezzatorre Resort & SPA, via Mezzatorre, 23 – 80075 Forio d’Ischia (Na)
Vernissage sabato 22 giugno 2013.
Web: www.mezzatorre.it
Mail: info@mezzatorre.it
Tel. +39 081986111


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