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Vicenzaoro Spring: il gioiello italiano contemporaneo è local e global

staff
29 maggio 2012

Niky Oppenheimer, Presidente della De Beers, ha dichiarato che il gotha della gioielleria mondiale passa da Vicenza. In effetti, in un momento economico in cui non si può certo parlare di “età dell’oro”’ l’edizione Spring di Vicenzaoro, appena conclusa, ha saputo sottolineare il suo ruolo internazionale abbinando alle presentazioni di 1400 aziende di gioielleria italiane una serie di manifestazioni di alto richiamo.
Primo tra tutti il World Jewellery Forum, evento unico riservato ai rappresentanti del diamante e della gioielleria d’alta gamma, che Fiera di Vicenza è riuscita a strappare a prestigiose sedi come New York e Washington, e che ha coinvolto alti dirigenti delle Nazioni Unite per sviluppare la Corporate Social Responsability nella filiera del diamante.
Inoltre, “Local is Global” è il tema scelto per  l’edizione di maggio, uno statement per sottolineare come nell’economia globalizzata sia sempre più fondamentale valorizzare le identità e le vocazioni specifiche dei luoghi e delle persone nel contesto delle diverse culture. In un mondo in cui il rischio di appiattimento è molto alto, ritorna fortissima l’importanza del patrimonio valoriale locale, lo confermano anche le previsioni di Trend Vision Jewellery + Forecasting, l’osservatorio indipendente di ricerca, supportato dalla Fiera di Vicenza, specializzato nella decodificazione delle attitudini sociali dei consumatori, con focus sulle tendenze dello stile nel mondo del lusso. Diretto dalla forecaster Paola De Luca, l’osservatorio ha confermato che molti dei nuovi trends nascono dalla reinterpretazione di temi legati alle culture locali: artigianalità dimenticate, estetiche primitive, il lusso delle grandi tradizioni decorative, con un forte richiamo alle origini e alla natura. Spiccano, in questa edizione pre-estiva della fiera, i gioielli in corallo, gran parte provenienti dalla tradizione partenopea: dai classici cammei a pendenti e orecchini dove il corallo mantiene la sua forma originale, a rametto, perché oggi non c’è niente di più attuale della natura.
Di grande prestigio a Vicenza l’ “Andrea Palladio International Jewellery Awards 2012”, un “Oscar del Gioiello” in cui la giuria composta da autorevoli esperti come Silvana Annicchiarico, Direttore Triennale Design Museum, Andrea Branzi, Franco Cologni del gruppo Richemont, Beatrice Salmon, Direttore Musée des Arts Decoratifs di Parigi, e presieduta da Gianmaria Buccellati ha premiato: Giampaolo Babetto, massimo esponente della scuola orafa di Padova; Gijs Bakker, di Droog Design, il designer norvegese Tone Vigeland. Migliori collezioni di gioielleria: le creazioni di Crivelli e Van Cleef & Arpels; migliore vetrina quella di Dodo, a Londra, e migliore comunicazione il cortometraggio L’Odyssée de Cartier.

Patrizia Ventimiglia


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