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Cinema

Vicini al traguardo: amori spezzati e una promessa al Festival di Venezia

Giorgio Raulli
6 settembre 2013

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Siamo ormai in dirittura d’arrivo, e le giurie dovranno decidere a chi e a quali film assegnare le prestigiose statuette leonine.
In quest’ultima settimana sono stati proiettati gli ultimi film in concorso, come La Jalousie di Philippe Garrel, una storia di tradimenti e sofferenze che il regista francese ha tratto in parte dalle sue vicende personali passate, quando suo padre ebbe una relazione con una donna mentre lui era ancora bambino.
Nella sezione “Orizzonti” il kazako Serik Aprymov gareggia con Bauyr, una finestra sulla vita di Yerken, di nove anni, che, pieno di affetto e amore per suo fratello maggiore, non si accorge della sua personalità fredda e spietata. Il dramma del film gira intorno alla inevitabile inerzia del ragazzino verso il crudele mondo che lo circonda, chiuso in una dimensione tutta indipendente e forse forzatamente innocente.

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Per l’Italia, Andrea Segre ci invita ad attendere La prima neve tra le montagne trentine: un film dall’impronta quasi documentaristica, dove gli spazi e le luci del bosco giocano un ruolo centrale. Al centro del film anche la sofferenza dell’undicenne Michele, che sta affrontando la perdita di suo padre, e del giovane togolese Dani (Jean-Christophe Folly), fuggito dalla guerra in Libia, che non riesce a costruire un rapporto con sua figlia.

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Fuori dalla gara invece non poteva mancare un film in costume, dove Patrice Leconte sfodera un cast britannico d’eccezione: nella Germania del Primo Novecento, Ludwig (Richard Madden, il Robb Stark de Il Trono di Spade) viene assunto in un’acciaieria, guadagnandosi la stima del vecchio proprietario (Alan Rickman). Lavorando a stretto contatto con lui, il giovane conosce la moglie del padrone, Charlotte (Rebecca Hall), con cui intreccia una storia d’amore epistolare, interrotta brutalmente dalla Prima Guerra Mondiale. Questo è Une Promesse, un melodramma forse troppo ben costruito, dove tutto va come ci si aspetterebbe, senza colpi di scena sconvolgenti e momenti anche un po’ statici. Il quadro storico in sottofondo è sempre visibile, ma quello che sembra interessi al regista è la narrazione rosa e drammatica che muove i personaggi.

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Da segnalare anche la proiezione, sempre fuori concorso, di Harlock: Space Pirate di Shinji Aramaki, film d’animazione in computer-grafica sul protagonista della serie omonima manga e anime celeberrima anche in Italia: una pellicola di puro intrattenimento rivolta anche a chi non ha mai seguito le vicende tra fumetto e televisione, forte della sempre efficace caratterizzazione dell’eroe schivo e ribelle contro un sistema corrotto.

Giorgio Raulli


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