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Vico Magistretti: il Design del cuore

staff
3 novembre 2012

Il rapporto che nasce fra un oggetto di design, acquistato magari d’impulso oppure a lungo meditato, e il suo possessore, crea una serie di emozioni, sensazioni, ricordi, che vanno ad arricchirsi con il passare del tempo: l’oggetto stesso finisce così per caricarsi di qualcosa di più di quello che lo stesso progettista aveva immaginato e diventa parte della vita stessa di chi ce l’ha in casa. Se il designer poi è il grande Vico Magistretti, questo “legame affettivo” diventa inevitabile. Ne abbiamo avuto conferma visitando la mostra “Il mio Magistretti”, inaugurata a Milano il 16 ottobre nella sede della Fondazione omonima di via Conservatorio, un tempo studio del maestro. Qual è l’obiettivo che si propone la mostra, che è poi un progetto a lungo termine? Evidenziare proprio il legame assiduo che si viene a creare fra il designer, il suo progetto e chi lo possiede. Due le strade percorse: la prima con le immagini, realizzate da Ilaria Turba, che ha ritratto, proprio sul tavolone della sala riunioni di Magistretti, oggetti e possessori noti fra i quali Fulvio Irace, Vanni Pasca e Raimonda Riccini, storici del design e dell’architettura; la seconda, con quelle, molto numerose, ricevute via web da tante altre persone che hanno partecipato all’iniziativa con fotografie proprie. Un modo innovativo per dare a questo museo speciale, nuovo nel suo genere e fortemente voluto dalla famiglia e dalle aziende con cui Magistretti ha lavorato (Artemide, Cassina, De Padova, Flou, Oluce, Schiffini), un arricchimento  diverso, che va al di là della semplice archiviazione, fino a toccare i temi più personali della vita di ciascuno. Ma l’iniziativa non si esaurisce qui: la Fondazione invita ancora tutti coloro che possiedono un oggetto del grande Vico a diventarne “voci narranti”, donando la fotografia e raccontando la storia del loro sodalizio. Ne nascerà un vero e proprio archivio in progress, accompagnato da laboratori, conversazioni e da un evento studiato appositamente per il Salone del Mobile 2013, durante il quale sarà creato nel museo stesso un set fotografico, aperto a tutti, in un happening di grande dialogo con il pubblico.
La mostra è stata curata da Rosanna Pavoni con Fulvio Irace, Silvia Mascheroni, Vanni Pasca, Raimonda Riccini, Ilaria Turba.

Per informazioni: www.vicomagistretti.it
Orari della Fondazione, Via Conservatorio 20: martedì, dalle 14.00 alle 18.00;
giovedì, dalle 14.00 alle 20.00; sabato, dalle 14.00 alle 18.00 su prenotazione (minimo 3 persone).

Marisa Stefanelli


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