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Arte

Vik Muniz racconta Venezia a Venezia

Elisa Monetti
1 luglio 2017

Venezia, si sa, lascia sempre senza fiato. Ed è proprio alla Serenissima che Vik Muniz, noto artista e fotografo contemporaneo, dedica le immagini della sua nuova strabiliante mostra: Afterglow, Pictures of Ruins.

Visitabile al secondo piano di Palazzo Cini fino al 24 luglio, il cuore della mostra è un’esclusiva raccolta di nove opere realizzate dall’artista brasiliano ispirate ai grandi capolavori della galleria, tutti parte della tradizione della pittura veneziana, tra cui spiccano nomi quali Francesco Guardi, Dosso Dossi e Canaletto.

Ad esse si accompagna la serie del 2002 delle Carceri d’Invanzione di Piranesi, accompagnata da una stampa originale di Piranesi già parte della collezione Cini.

È certamente un’occasione unica quella di poter far nuovamente parlare le opere del passato sfruttando la voce della contemporaneità. La scelta di Vik Muniz è poi tra le più azzeccate: oltre ad avere già conoscenza visiva e legame affettivo con le opere dell’esposizione, l’artista è stato capace di scegliere un linguaggio nuovo e per niente scontato. Ha infatti deciso di riprodurre le opere dei grandi maestri con ritagli di altre opere scelte dai manuali di storia dell’arte non solo per i colori, ma anche per le immagini che contengono.

Non ci si poteva del resto aspettare meno da Vik Muniz, artista per vocazione, celebre per fortuna.

Nato in Brasile, vive a Rio fino ai 22 anni, quando resta casualmente ferito in una sparatoria; l’uomo che l’aveva colpito, piuttosto facoltoso, decide prontamente di pagarlo per risarcirlo dell’accaduto. È proprio con questi soldi che Vik Muniz riesce ad arrivare negli Stati Uniti dove può seguire la passione che lo accompagnava fin da quando da bambino disegnava il procedere della macchia di muffa che vedeva sul soffitto della sua cameretta: studiare l’arte.

Da qui ha inizio una carriera folgorante, ricca di importanti esposizioni e successi. Da menzionare, il caso di Waste Land, documentario realizzato nel 2010 che racconta il progetto realizzato a Rio con i catadores (raccoglitori di immondizia presso la più grande discarica del mondo).

In tutte le sue opere Vik Muniz non rinuncia mai al dialogo con i soggetti che rappresenta: dai bambini figli dei lavoratori nelle piantagioni di canna da zucchero realizzati, appunto in zucchero, alle Marilyn icone dell’America degli anni ’50 “dipinte” con ketchup, fino ai catadores ritratti da collages di materiali riciclati.

A Palazzo Cini la voce scelta per raccontare i grandi maestri del passato è quella dei grandi capolavori: l’arte di raccontare arte per mezzo di altra arte. Imperdibile.

 

 

Afterglow: Pictures of Ruins
20 aprile 2017 – 24 luglio 2017
Palazzo Cini, Venezia
Dorsoduro 864
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 9 – 11

 


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