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It Girls

Vip, adulatore o Matusalemme?

Ludovica Durelli e Silvia Bortolotto
15 marzo 2014

ELPY

Eccoci al nostro secondo appuntamento come ITalian Girls: dopo esserci presentate e avervi raccontato di Elpy, il nostro progetto tra charity e moda, ci tocca l’arduo compito di aprire le danze entrando nel vivo della discussione!

Cosa per niente facile. All’inizio avevamo pensato di parlarvi della Milano Fashion Week ma poi abbiamo desistito, certe che ormai non ne potrete più. E poi, chi fosse interessato, può sempre andare a curiosare all’interno del  nostro sito (www.elpy.it): ovviamente nuovi seguaci sono sempre ben accetti!

Alla fine di una bella chiacchierata preliminare abbiamo invece deciso di concentrarci su una parte molto singolare e molto importante del nostro lavoro: cioè il rapporto con i negozi e, in particolare, con i rispettivi titolari – mi raccomando, non chiamateli MAI negozianti o potrebbe volare qualche testa…

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Come sapete, la collezione Elpy si può acquistare online o all’interno di alcuni fra i più rinomati negozi d’abbigliamento d’Italia; molti di questi fanno parte della Camera dei Buyers della Moda, con cui collaboriamo, altri li abbiamo contattati direttamente.

I titolari di questi negozi sono una categoria decisamente variegata e piuttosto originale: alcuni sono veri e propri imprenditori, altri stylists o designers; molti si fanno seguire dai loro buyers personali e hanno avuto talmente successo da essere considerati loro stessi icone di stile.

Senza dubbio sono loro a dettare le regole della Moda, per assurdo più di giornali e riviste: con i loro acquisti e le loro vetrine stabiliscono quali saranno i capi e i marchi ad avere successo per una determinata stagione.

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Il primo passo di un brand  per affermarsi è, quindi, far colpo su di loro.

Da questo punto di vista, dobbiamo ammettere che siamo state fortunate: sono stati in molti ad apprezzare il nostro progetto e, oltre ad acquistare la nostra collezione, ci hanno aiutato e dato consigli utilissimi. A loro dobbiamo alcune delle nostre più grandi soddisfazioni.

Ma parlare delle cose positive, alla fine, non diverte mai nessuno. Vorremmo quindi raccontarvi alcuni aneddoti decisamente tragicomici che ci sono capitati nel corso del tempo con alcuni clienti, di cui siamo riuscite dopo lunghe esperienze a stilare una casistica dettagliata… come vedrete si sono rivelati a dir poco eccentrici!

1. Il VIP: più famoso di un’attrice, più impegnato del Presidente degli Stati Uniti, costui è introvabile: quando telefoni in negozio è sempre fuori sede per lavoro o “al momento non è disponibile”. Chiamare al cellullare? Assolutamente impossibile avere il numero. Passare direttamente in boutique? “Non sappiamo dirle quando potrà trovarlo, vede ora è a Londra, poi sarà a Parigi, poi a New York…”.

Ludovica Durelli, Carlotta Urbano, Silvia Bortolotto

2. L’adulatore: di solito gentilissimo, si dilunga in mille complimenti e fa un ordine molto consistente. Ti lascia il suo numero personale e, se lo chiami per sapere come va, è sempre entusiasta. Il problema sopraggiunge al momento del pagamento…che non arriva! Inizialmente pensi si tratti solo di un piccolo ritardo, e infatti quando telefoni ti si assicura che tutto è andato per il meglio e che sarà effettuato a breve. I giorni però continuano a passare, al che riprovi e l’adulatore si scusa tanto ma “stiamo cambiando banca, per fine mese sarà tutto a posto”. Non passa solo quel mese ma anche quello dopo. A questo punto cominci ad avere dei seri dubbi e, tornata ancora una volta alla carica, ti spiegano che la persona che si occupa dei bonifici è malata, ha un’influenza gastrointestinale acuta e non si sa quando tornerà…a quel punto l’unica cosa da fare è spedire una bella raccomandata corredata da Imodium.

3. Il tradizionalista Matusalemme: l’incontro più simpatico che ci è capitato recentemente è stato con una negoziante piuttosto anziana. Dopo averle spiegato tutto il nostro progetto, come facciamo abitualmente, guardandoci con fare saccente lei ci dice: “Ragazze, io lo dico perché mi state simpatiche, con un prodotto così dovete fare tanta comunicazione, dovete creare una storia”. La nostra risposta è stata, ovviamente: “Ma certo, infatti se ci lascia mostrare il nostro sito le facciamo vedere…” e lei: “Sito? Ah no, io internet non lo voglio neanche vedere, per me non conta nulla! Internet è tutto finto. La pagnotta con internet non la portate mica a casa!”. “Ma signora, lo shopping online, il blog, la pubblicità…”, ma notando il suo sguardo stranito decidiamo di nfon contraddirla. Per lei solo materiale cartaceo… e tante magliette!

Alla prossima!

Silvia e Ludovica

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