Cinema

Vittoria e Abdul: ispirato ad una storia vera…“per lo più”

Michela D'Agata
2 novembre 2017

Tratto dall’omonimo libro di Shrabani Basu e diretto da Stephen Fears, autore dei ben riusciti “The Queen” e “Philomena”, “Vittoria e Abdul” narra un episodio poco conosciuto ma realmente accaduto nella vita della Regina Vittoria.

Siamo nel 1887 ed un giovane commesso indiano di nome Abdul Karim (Ali Fazal) parte dall’India per partecipare al Giubileo d’Oro della Regina Vittoria nella lontana Inghilterra e consegnarle di persona una moneta cerimoniale. La sovrana è interpretata dall’inarrestabile ottantaduenne Judi Dench, già vista negli stessi panni in “La mia Regina” di John Madden (1997), ed anche in questo caso perfetta nella parte.

Abdul, grazie al suo carattere pacato e alla sua travolgente spontaneità, attirerà le attenzioni e la simpatia della regina. Tra i due nascerà così un’inaspettata quanto intensa amicizia, fortemente osteggiata però dalla cerchia dei collaboratori e dei familiari della regina. Nonostante questo, il legame tra i due si rafforzerà con il tempo, tanto che Abdul diventerà suo precettore e fidato consigliere.

Il film pone le sue fondamenta nel duetto tra la Regina Vittoria, donna forte e scontrosa, ormai però anziana e avvilita dalla solitudine, mostrata nei suoi aspetti più umani e vulnerabili, e l’umile Adbul, chiacchierone e grandissimo ammiratore della sovrana, che con la sua affabilità riuscirà a incrinare le rigide procedure della vita di corte.

Ma il vero protagonista della pellicola è l’instancabile umorismo british, talvolta scontato, inserito tra le rigide dinamiche della vita di palazzo; alternato purtroppo a scene melense ed eccessivamente colme di sentimentalismi.

Attualissimo rimane comunque il tema dell’accettazione e dell’integrazione inserito nella cornice storica dell’Inghilterra colonialista; ma lo sguardo critico su questa delicata tematica rimane incompiuto. Il film infatti manca di spessore perché gioca sul sicuro: non si sbilancia né nell’ironia, né tramite una visone critica della società e del momento storico che – appunto – rimane superficiale.

“Vittoria e Abdul” narra semplicemente di una favola realmente accaduta, prova della forza dell’amicizia, capace di superare ogni ostacolo.


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