Musica

Viva il re delle mille foreste!

staff
27 giugno 2011


Attila è l’opera giovanile di Giuseppe Verdi tratta dalla tragedia König der Hunnen di Zacharias Werner.
Uno spettacolo spettacolare e truculento, drammatico, ma che allo stesso tempo accentua la componente affettiva con l’esaltazione dei sentimenti, primo tra tutti l’amore. I personaggi sono semplificati nel numero e nella loro dimensione psicologica; un’importanza centrale spetta alla figura di Odabella, soprano drammatico di agilità. La sua doppia personalità – guerriera indomita e al tempo stesso fanciulla sensibile agli affetti – assicura l’interesse drammatico del personaggio, senza contare che i sentimenti dai quali è dominata (il desiderio di vendetta e l’amor filiale) sono entrambi spiccatamente melodrammatici. L’eroina infatti cova una rabbia verso il capo degli Unni e per vendicare il padre ucciso, come la biblica Giuditta, prima lo sposa e poi lo trafigge. Ella ha anche animo lirico e in un’aria malinconica cantata intimamente nel bosco, confida la nostalgia per l’amato Foresto. Foresto è l’eroe italico che guida i profughi a fondare una nuova città; fidanzato di lei, è sconvolto perché si crede tradito; la sua vocalità è impegnativa, frequentemente in registro medio-acuto, accompagnato da strumentazione pesante. Attila è personaggio barbaro e affascinante. Per Verdi un eroe generoso e prematuro. Guerriero possente, dalle furie sferzanti e senso dell’onore. È tormentato: la scena del sogno-incubo che gli impone di non assalire Roma è presagio della stessa scena vera che lo atterrirà. Nel finale emerge la statura di Attila, circondato (musicalmente) da un fronte di oppositori che non vogliono ascoltare le sue ragioni. Le sue ultime parole, rivolte alla donna che lo trafigge con la sua stessa spada, sono “E tu pure, Odabella?”.
L’enfasi posta da Verdi stesso sugli effetti scenico-spettacolari e l’insistenza sulle ampie scene di massa, costituiscono aspetti innovativi nel suo stile e nella sua concezione drammaturgica. Il faraonico palcoscenico del teatro La Scala di Milano rende possibile una scenografia di grandissimo effetto che colpisce lo spettatore già nel minuto successivo all’apertura del sipario, quando un massa di cadaveri infilzati da lance insanguinate si innalzano lentamente sul palco.
L’allestimento è firmato da Gabriele Lavia, le scene sono di Alessandro Camera e i costumi di Andrea Viotti, mentre sul podio dell’Orchestra della Fondazione Lirica Milanese salirà Nicola Luisotti. I protagonisti sono Orlin Anastassov che si alterna con Michele Pertusi nel ruolo di Attila, Marco Vratogna e Leo Nucci si alternano in quello di Ezio, mentre Elena Pankratova e Lucrecia Garcia indossano i panni di Odabella.

 

Marcella Di Garbo


Potrebbe interessarti anche