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Arte

Volterra si tinge di Rosso

Luca Siniscalco
31 maggio 2014
Giambattista di Jacopo detto il Rosso Fiorentino  Firenze 1495 – Fontainbleau 1540 Deposizione dalla Croce (1521) olio su tavola centinata, cm 341 x 201  Opera della Cattedrale di Volterra

Giambattista di Jacopo detto il Rosso Fiorentino
Firenze 1495 – Fontainbleau 1540
Deposizione dalla Croce (1521) olio su tavola centinata, cm 341 x 201
Opera della Cattedrale di Volterra

Il 23 maggio è iniziato un ciclo di eventi che renderanno Volterra meta preziosa per gli appassionati d’arte durante l’intero biennio 2014/2015. Al centro del progetto, ideato da Alberto Bartalini e curato da Vittorio Sgarbi, La Deposizione dalla Croce, capolavoro assoluto di Rosso Fiorentino. A partire dalla celebre opera si costruisce l’ampio e labirintico percorso espositivo, fatto di rimandi, citazioni e fascinazioni. “Rosso Fiorentino. Rosso Vivo. La Deposizione, la Storia, il ‘900, il Contemporaneo” unisce grandi geni del passato ad autori contemporanei inserendoli in  sei diverse cornici espositive.

Roberto Ferri Il Sepolcro degli amanti (2014)  olio su tela 100 x 130

Roberto Ferri
Il Sepolcro degli amanti (2014)
olio su tela
100 x 130

Prescindendo dal valore artistico delle opere esposte, l’importanza dell’iniziativa risiede proprio nella volontà di stringere un serrato dialogo fra diversi periodi storici e luoghi eterogenei, costruendo a Volterra un tessuto urbano/estetico che guarda all’arte – e alla cultura in genere – come alla massima espressione dell’animo umano. Sino al 31 dicembre 2015, infatti, i visitatori di Volterra potranno godere di una esposizione diffusa, accompagnata da svariati eventi culturali. Protagonista, come già ricordato, Rosso Fiorentino, nella cui estetica sorprendente ed anticonformista “si possono vedere cubismo, astrattismo, arte concettuale – afferma Vittorio Sgarbi – e il pubblico potrà ammirare Rosso Fiorentino attraverso il lavoro di vari artisti. É molto interessante pensare che alcuni di questi artisti potrebbero non aver mai conosciuto l’opera di Rosso, ma ne riproducono l’irregolarità, l’eccentricità o l’essenzialità”.

Gino De Dominicis Senza Titolo acrilico, foglie dʼoro e argento su tavola cm 150 x 250

Gino De Dominicis
Senza Titolo
acrilico, foglie dʼoro e argento su tavola cm 150 x 250

Così, nei differenti spazi espositivi, l’opera dell’artista viene affiancata alla modernità di Bonomi, Wildt, Marini, Gnoli e De Dominicis – solo per citarne alcuni –; entra in dialogo con la tradizione dell’alabastro di Volterra, grazie agli artigiani della città; si immerge nello spazio mistico del Battistero di San Giovanni; si confronta nel Palazzo dei Priori, il più antico Palazzo Comunale della Toscana, con creazioni di artisti contemporanei, ideate appositamente per l’occasione; danza con la morte, di cui sembra negazione dionisiaca, vicina alle “Mummie” dell’artista contemporaneo Cesare Inzerillo, esposte al Museo Etrusco Guarnacci; si accosta, nel Teatro Romano del I secolo a.C., a due opere sul tema della Crociffisione dello scultore polacco Igor Mitoraj.

Si delinea così un progetto dialetticamente vorticoso fra passato e presente, tradizione e modernità: non mancheranno spunti di riflessione, tanto sulla storia dell’arte quanto sulle potenzialità, spesso obliate, della cultura e dell’estro del nostro Paese.

Luca Siniscalco


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