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Fotografia

Walter Bonatti: il mito dell’ultimo esploratore

Valentina Garola
19 novembre 2014
©Walter Bonatti/Contrasto Isola di Pasqua, Cile. Novembre 1969

©Walter Bonatti/Contrasto Isola di Pasqua, Cile. Novembre 1969

Dal 13 Novembre all’8 Marzo 2015 Palazzo della Ragione Fotografia, a Milano, ospita Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi, a cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta ed in collaborazione con l’archivio Bonatti.

Una mostra fortemente legata ai temi di Expo 2015 – proprio come Van Gongh. L’uomo e la terra, attualmente a Palazzo Reale, e le personali appena concluse di Salgado e Yann Arthus Bertrand – che si pone come obiettivo la riflessione su argomenti attualissimi, quali il rapporto con la natura e la sua tutela.

©Walter Bonatti/Contrasto Deserto del Namib, Namibia. Aprile Maggio 1972

©Walter Bonatti/Contrasto Deserto del Namib, Namibia. Aprile Maggio 1972

Walter Bonatti nasce a Bergamo nel 1930 e sin da giovanissimo brilla in lui la passione per il mondo dell’alpinismo. “Walter Bonatti – secondo Domenico Piraina, responsabile del Polo museale e dei Musei scientifici di Milano – fa parte di quella schiera di uomini che hanno contribuito a costruire l’immaginario collettivo degli italiani del secondo dopoguerra”. Infatti, a partire dagli anni Cinquanta, diventerà icona e mito per diverse generazioni: prima come alpinista estremo, poi in quanto fotografo e narratore di avventure per Epoca.

La prerogativa dei suoi reportage per il settimanale mondadoriano era mostrare il protagonista dentro l’immagine per creare non dei semplici documenti di viaggio, ma dei veri e propri foto-racconti. Non a caso, Bonatti, per i suoi viaggi e imprese, si lasciò sempre ispirare dai suoi miti letterari, grandi avventurieri della pagina scritta – e non solo – quali London, Hemingway, Defoe e Melville.

©Walter Bonatti/Contrasto Michaelmas Cay, Grande barriera corallina, Australia orientale, 1969

©Walter Bonatti/Contrasto Michaelmas Cay, Grande barriera corallina, Australia orientale, 1969

All’inizio la fotografia rappresentava per lui una semplice necessità, il mezzo per ritrarre le montagne che desiderava scalare; prospettiva che cambierà con il passare degli anni: “Presto scoprii che ogni mia fotografia si era trasformata in una specie di scheda: bastava introdurla nell’apposito calcolatore, il proiettore in questo caso, ed ecco innescata la memoria, l’emozione di ogni momento lì fermato”.

Gran parte delle fotografie esposte sono autoscatti: Bonatti adoperava infatti una tecnica di sua invenzione, usando dei comandi a distanza, cioè un pulsante collegato alla macchina attraverso un filo elettrico oppure uno a transistor funzionante a impulsi radio.

Dopo i trionfi e le amarezze dell’alpinismo – come la tragica scalata del K2 –, ecco trenta anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più estremi della Terra. Dai ghiacciai dell’Antartide al deserto del Namib, i paesaggi in cui Bonatti si muove sono insieme luoghi di contemplazione e di scoperta, sfide all’ultimo respiro per spostare sempre più in là i limiti del possibile.

©Walter Bonatti/Contrasto Villaggi e popolazioni toradja (centro isola Sulawesi), Indonesia. Dicembre 1974

©Walter Bonatti/Contrasto Villaggi e popolazioni toradja (centro isola Sulawesi), Indonesia. Dicembre 1974

Io non sono un fotografo ma un uomo di avventura che si inventa le proprie esperienze,le vive, le annota con la penna e la macchina fotografica”, cosi era solito descriversi a chi lo intervistava. Un Ulisse moderno, arso dal desiderio di scoprire il mondo, di viaggiare, di riuscire a conoscere se stesso affrontando l’Ignoto e l’Altro da se.

Come scrive Piraina infatti: “Bonatti ci ha offerto, con le sue storie e le sue fotografie, stimoli per invitarci ad uscire dal nostro orizzonte quotidiano e a cercare il senso della vita nei grandi spazi oppure in quel piccolo, immenso spazio che siamo noi stessi”.

Valentina Garola

Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi
Dal 13 Novembre 2014 al 8 marzo 2015
Palazzo della Ragione, Piazza dei Mercanti 1, Milano
Orario: tutti i giorni 9.30 – 20.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30; lunedi chiuso.
La biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di chiusura.


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