Fotografia

War is over: l’Italia della liberazione a colori e in bianco e nero

Valentina Garola
17 febbraio 2016
Un’ausiliaria americana conversa con alcune contadine in abito tradizionale di un villaggio dell’Appennino, Aiello del Sabato (Avellino), 1944. © National Archives And Records Administration

Un’ausiliaria americana conversa con alcune contadine in abito tradizionale di un villaggio dell’Appennino, Aiello del Sabato (Avellino), 1944. © National Archives And Records Administration

“Oh!” il vecchio rispose “Dobbiamo imparare”, “Imparare che cosa?” disse Berta “Che cosa insegnano?”, “Quello per cui” il vecchio disse “sono morti”…“La liberazione?” disse Berta. Il vecchio sembrava cercasse la risposta migliore, guardava davanti a se con occhi lieti. “Di ognuno di noi rispose” – Elio Vittorini, Uomini e no

Fino al 10 Aprile lo spazio Forma Meravigli di Milano ospiterà la mostra War is over!, esposizione curata da Gabriele D’Autilia ed Enrico Meduni già allestita precedentemente a Palazzo Braschi a Roma, ora con un “look” diverso, creato ad hoc per la città milanese.
I due curatori hanno voluto proporre allo spettatore un confronto tra due diversi sguardi sulla liberazione in Italia che – come spiegano – non intendono raccontare come un singolo evento storico, ma piuttosto come un processo lungo e faticoso, che inizia nel 1943 con lo sbarco degli Alleati in Sicilia e la caduta del fascismo per poi continuare fino alla resa dei nazifascisti nell’Aprile del 1945.

Donne pregano tra le rovine della chiesa di S. Anna, Cagliari, febbraio 1943. © Istituto Luce – Cinecittà

Donne pregano tra le rovine della chiesa di S. Anna, Cagliari, febbraio 1943. © Istituto Luce – Cinecittà

Anni di storia splendidamente documentati attraverso scatti di due sguardi opposti: quello dei fotografi dell’Istituto Luce, l’organo ufficiale di documentazione fotocinematografica del regime, e quello dei Signal Corps dell’esercito americano.
I primi, esclusivamente in bianco e nero, alcuni dei quali vennero anche censurati, immortalano prima il cupo declino del regime e poi il tentativo di una classe dirigente che cerca di ricominciare una vita normale. Gli altri invece fanno parte di un raro corpus a colori conservato presso la NARA di Washington e raccontano l’immaginario del dopo guerra italiano e della cultura del consumo: l’american way of life che inesorabilmente conquista il Bel Paese. Proprio il colore è segno di un’Italia diversa: queste fotografie servivano infatti principalmente all’esercito e alla comunicazione dei mass media americani.

Un casto bacio alla partenza per il fronte, sotto lo sguardo del ministro della propaganda di Salò, Ferdinando Mezzasoma, 16 ottobre 1944. © Istituto Luce - Cinecittà

Un casto bacio alla partenza per il fronte, sotto lo sguardo del ministro della propaganda di Salò, Ferdinando Mezzasoma, 16 ottobre 1944. © Istituto Luce – Cinecittà

La mostra è costituita da 140 immagini che rendono partecipe lo spettatore di due Italie, di due guerre. Il percorso espositivo si sviluppa in 10 sezioni tematiche in cui i due sguardi opposti entrano in dialogo. Si inizia con Due diversi sguardi e poi si passa alla sezione La guerra non è come un film, dedicata agli episodi bellici, in seguito a Vincitori e vinti, dove viene immortalato un Mussolini stanco a cui si contrappone il tavolo delle potenze vincitrici a Potsdam; la quarta sezione è invece il Bel Paese, che mostra edifici distrutti dai bombardamenti e cittadini smarriti tra le macerie. Volti di guerra è la quinta sezione, che narra la vita civile e militare; Il dolore è invece il tema della sesta parte. La settima, Amore e guerra, immortala i “primi casti baci ed effusioni timidamente romantiche”; Consolazioni e divertimenti mostra il desiderio di svagarsi nonostante la guerra, mentre La resa dei conti porta lo spettatore tra interrogatori, tribunali e processi. Si arriva infine alla sezione conclusiva della vicenda: Rinascere, che racconta l’inizio difficile del dopoguerra dopo i vari festeggiamenti. Oltre alle 140 fotografie, sono presenti tre video a cura di Roland Sejko con filmati d’epoca.

Accompagna la mostra il libro War is over!, curato da Gabriele D’Autilia ed Enrico Medugni, pubblicato da Contrasto.

La mostra è promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà e da Forma Meravigli, è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto, con il patrocinio dell’Università degli Studi Roma Tre e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

 

War is over! L’Italia della Liberazione nelle immagini dei U.S. Signal Corpse dell’Istituto Luce, 1943-1946
10 febbraio – 10 aprile 2016
Orari: mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 11-20; giovedì 12-23; lunedì e martedì chiuso.


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