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#WeAreBuildingABrand: l’inarrestabile scalata di Philipp Plein

Martina D'Amelio
18 maggio 2016
Lo stilista Philipp Plein fotografato da Vogue Netherlands (Ph. Philippe Vogelenzang)

Lo stilista Philipp Plein fotografato da Vogue Netherlands (Ph. Philippe Vogelenzang)

Ha da poco rilevato parte del marchio Billionaire Couture da Flavio Briatore, ma Philipp Plein non si ferma qui: lo stilista tedesco continua imperterrito ad ampliare il suo impero (a suon di post su Instagram).

L’oroscopo dell’imprenditore vede l’amore in fase calante – è recentissima la rottura con la showgirl Madalina Ghenea, che sta cercando di cancellare Philipp dal suo collo oltre che dal suo cuore – ma per quanto riguarda il lavoro va alle stelle.

Se per il marchio di abbigliamento maschile di Briatore e della business company Percassi, del quale Plein ha da poco acquisito una quota di maggioranza, il progetto è quello di incrementare il segmento retail con l’aumento dei punti vendita Billionaire Couture (raddoppiando nei prossimi 5 anni il numero dei negozi attuali), per il brand che porta il suo nome il designer riserva parecchie  novità.

Circa 80 store in tutto il mondo (uno inaugurato di recente in Piazza di Spagna a Roma), molti ancora da aprire (i prossimi saranno, tra gli altri, a Istanbul e Londra), presto il colosso si arricchirà di 2 new entry a Milano. A partire da un intero building a pochi passi dal Quadrilatero, tra via dei Giardini e via Fatebenefratelli, che ospiterà gli uffici, lo show-room e anche un ristorante – sulla scia di altri marchi come Dsquared2, Armani, Trussardi e Cavalli. I rumors lo danno pronto per l’inaugurazione entro la fashion week di settembre, ma per ora campeggia fuori dall’edificio solo il claim (con logo, ovviamente) Expect the Unexpected. E poi lo spazio in corso Venezia: è stato lo stesso stilista ad annunciare sui social che il palazzo aprirà – non si sa ancora in che vesti – a dicembre 2016.

La giacca Massive in pelle di coccodrillo, pre ordinabile sull’e-commerce della label al prezzo di 96.868,00 €

La giacca Massive in pelle di coccodrillo, pre ordinabile sull’e-commerce della label al prezzo di 96.868,00 €

Agli investimenti retail corrispondono capi di lusso estremo (made in Italy) e fashion show apocalittici, tra i più condivisi sui social durante le fashion week. Se un suo bomber in pelle di coccodrillo può arrivare a costare anche circa 97mila euro e i suoi show ospitano a turno celebrities del calibro di Snoop Dogg e Chris Brown, tra allestimenti sensazionali degni di uno spettacolo vero e proprio più che di una sfilata, Philipp Plein non è noto solo per il suo brand.

Per il fashion show dedicato al menswear della primavera-estate 2016 Philipp Plein ha ricreato uno scenario alla Mad Max, che ha visto protagonisti stunts in auto e moto (compreso lui)

Per il fashion show dedicato al menswear della primavera-estate 2016 Philipp Plein ha ricreato uno scenario alla Mad Max, che ha visto protagonisti stunts in auto e moto (compreso lui)

Un parco macchine dalle vetrate trasparenti (Rolls-Royce Wraith e Lamborghini Aventador sono solo alcuni dei modelli che lo popolano) e una sfilza di #PleinProperties – a partire da quella che ama chiamare La Jungle du Roi, a Cannes, per arrivare alla base newyorkese nell’Upper East side – completano il profilo del bel “ragazzo” di successo. Ricordiamo che ha 38 anni.
Solo qualche giorno fa, poi, sempre tramite Instagram, il designer ha voluto rendere partecipi i suoi fan dell’avanzamento dei lavori a Los Angeles: non per uno store si intende, già ovviamente presente in Rodeo drive, ma per una tenuta tra le colline a Bel Air: #ChateauFalconView.

Ma qual è il segreto di tutto questo successo? Semplicemente, che l’uomo e il suo marchio coincidono. La ricerca dell’esclusività, anche a costo di esagerare, fa parte della personalità di entrambi. Ma gli accordi importanti (come quello con Briatore) si firmano in pizzeria, per ricordare a tutti che si tratta pur sempre del duro lavoro – anche se nettamente più divertente della maggior parte degli altri – di un self made man.

Come ha raccontato di recente lui stesso al Financial Times, tutto è partito con l’idea per un sofà in acciaio per cani, lanciato grazie a un piccolo investimento del padre chirurgo; poi i tavoli con inserti in pelle (questa volta per gli umani). Ed è il 2003 quando per Moët & Chandon prepara una speciale installazione in fiera a Düsseldorf e promuove i suoi mobili con borse nei diversi pellami disponibili, mostrate come campioni e comprate da tutti al posto degli arredi. Da lì alle giacche ricoperte di Swarovski il passo è breve, tra un trade show e l’altro, fino al suo primo fashion show Philipp Plein del 2010 a Milano.

D’altronde, non è un caso che #WeAreBuildingABrand è l’hashtag che più spesso lo stilista utilizza sul suo profilo Instagram, anch’esso da record, con oltre 270mila followers. E a quanto pare ci è riuscito, per davvero.


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