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Cinema

Where to Invade Next: Michael Moore invade l’Europa

Giorgio Raulli
5 maggio 2016

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Da Roger & Me a Bowling a Columbine, da Sicko a Fahrenheit 9/11, Michael Moore sa quali tasti toccare: Where to Invade Next vede il noto documentarista statunitense “invadere” le grandi nazioni moderne e “rubare” le loro buone idee, quelle che funzionano e che migliorano la vita dei cittadini.
Alla conquista dell’Europa, partendo dalla nostra Italia, dove Moore si confronta con una coppia di Firenze, visita le industrie di Lardini e Ducati, scoprendo che nel Belpaese i dipendenti prendono la tredicesima e le lavoratrici in gravidanza hanno diritto a 5 mesi di congedo maternità.

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Il documentario viaggia nel Vecchio Continente, dalla liberalizzazione delle droghe in Portogallo alle riabilitative carceri norvegesi, dalle pari opportunità islandesi al sistema scolastico in Francia, dalle tecniche d’insegnamento finlandesi alle università in Slovenia, passando per le cure gratuite riservate alle donne in Tunisia e per la Germania, dove gli operai della Faber-Castell lavorano 36 ore ma sono pagati con l’equivalente di 40.
Questi e molti altri accorgimenti, figli di civiltà e buon senso, non sono un’utopia lontana per Moore, anzi: gli Stati Uniti avevano già raggiunto certi obiettivi nel passato, poi persi a causa del capitalismo.

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Where To Invade Next è un film profondamente americano, volto ad un pubblico “a stelle e strisce” che non è abituato a vedere ciò che è meglio negli altri; è ovvio però che l’erba del vicino sia sempre più verde, perchè sicuramente il pubblico di ciascun Paese che, in questo documentario, ha ospitato Michael Moore non sarebbe totalmente d’accordo con gli elogi fatti dall’autore americano. D’altro canto però, se è utile essere consci dei propri difetti, lo è anche avere consapevolezza dei propri pregi.

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Where to Invade Next polemizza, con il linguaggio comico della satira, contro lo status quo statunitense secondo cui la parola d’ordine è “sfruttamento”: l’importazione è sempre volta all’arricchimento materiale, per alimentare il capitalismo del potere.
Moore invece vuole porre l’accento sull’importazione di un altro tipo di beni preziosi: idee e politiche a servizio dei cittadini, alla ricerca di nuovi luoghi da “invadere” pacificamente.

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Il film, presentato al Toronto International Film Festival e al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, sarà nelle sale italiane solamente dal 9 all’11 maggio, distribuito da Nexo Digital e Good Films.

 


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