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Moto

Yamaha MT-09: the Dark Side of Japan!

Alessandro Spada
27 novembre 2015

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Negli ultimi due anni Yamaha ha deciso di tagliare con il passato e di tornare a stupire presentando una moto che sarà il punto di partenza di una famiglia che nascerà attorno allo stesso motore e telaio: la MT-09.

Il salto evolutivo, sia per tecnica che per design, è decisamente marcato. Non è la “solita giapponese” facile, amichevole e molto spesso anonima, ma un concept estremo nel design, progettato per piloti che cercano “carattere e anima”. La moto è potente, leggera ed emozionante: lo slogan “The Dark Side of Japan” calza a pennello.

Ciclistica – Il telaio è perimetrale, in alluminio pressofuso, una scelta tecnica che unisce leggerezza e rigidità per una guida sportiva senza compromessi. Il reparto sospensioni è caratterizzato all’avantreno da una forcella Kayaba da 41 mm di diametro, regolabile nel precarico molla e nel freno in estensione, mentre al retrotreno da un monoammortizzatore Kayaba. L’impianto frenante si avvale di un doppio disco da 298 mm di diametro, “morso” da una coppia di pinze ad attacco radiale, all’anteriore, e di un singolo disco da 245 mm al posteriore. Il peso totale della moto è di 188 kg, compresi i liquidi.

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Motore – Protagonista indiscusso è il propulsore a tre cilindri in linea, raffreddato a liquido, caratterizzato da un ingombro veramente ridotto e da un peso contenuto (pesa solo 60 kg).

Il motore, di 847 cm^3, eroga la bellezza di 115 cv a 10.500 giri/min e una coppia di 87,5 Nm a 8.500 giri/min. Tutto ciò si traduce in una “spinta” lineare e corposa, godibile lungo tutto l’arco di erogazione.

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Su strada – Un grande lavoro è stato fatto sull’ergonomia, che vanta una postura in sella insolitamente eretta (comoda), a metà strada tra una motard e una naked. Il manubrio alto e arretrato, il telaio snello e le pedane strette trasmettono la sensazione (molto positiva) di avere la moto “in mano”. La MT-09 risulta tremendamente divertente da guidare e alla portata di tutti, basta “giocare” con le mappe motore per cucirsela addosso. La si può “strapazzare” su una strada di montagna ricca di curve, per apprezzare la sua agilità e facilità di guida, o godersi la precisione della sua ciclistica sul veloce. In città si apprezzano le dimensioni ridotte e soprattutto la mappa B, estremamente dolce. Il feeling di guida non viene mai meno e permette di percepire il limite della moto con largo anticipo quando si esagera. Il comportamento delle Bridgestone S20 evo, di primo equipaggiamento, è esemplare: garantiscono un ottimo grip e si sposano perfettamente con l’indole sportiva della MT-09. Il motore è potente, ricco di coppia, elastico nell’erogazione, molto sfruttabile in ogni condizione e fantastico per le impennate. È una vera “fun-bike” che si presta a qualsiasi tipo di utilizzo, dagli spostamenti cittadini ai “raid” della domenica.

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L’unico “neo” è la brusca risposta dell’acceleratore alle riaperture del gas, nelle mappe A e Standard, che durante le fasi di guida più delicate può dare fastidio.

Durante la nostra prova i consumi rilevati sono stati valutati ottimi (20 km/l), pur mantenendo un’andatura allegra e sportiva lungo tutto il percorso del test.

Ottimo, infine, il rapporto qualità/prezzo: 8.190 Euro. Una cifra onesta, considerando la cura costruttiva generale e le prestazioni che la moto sa offrire.


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