Cinema

Youth: quello che ci resta del futuro

Sarah Elisabetta Scarduzio
23 luglio 2015

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Youth, è l’ultimo poetico film scritto e diretto da Paolo Sorrentino, una riflessione sul futuro e inevitabilmente sul passato, sui legami e sull’amicizia.

La storia si svolge quasi interamente all’interno di un elegante resort in Svizzera, circondato dalla natura e dalla calma più assoluta, dove due anziani amici si incontrano per trascorrere un periodo di vacanza: Fred è un celebre compositore e direttore d’orchestra, da tempo ritirato sebbene la musica continui a rimanere l’unico linguaggio che riesce veramente a comprendere; Mick è invece un regista cinematografico impegnato nella preparazione di un film insieme ad un gruppo di sceneggiatori, che sta attraversando una buia fase di crisi creativa.

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Entrambi portano dentro di loro ferite procurate dal passato e, l’uno con la compagnia dell’altro, cercano di alleviarne la sofferenza, anche se non ne parlano mai. Non ce n’è bisogno, già sanno. Trascorrono le giornate cercando la giovinezza che li attende, senza poterla più rivivere fisicamente, e il desiderio racchiusi nel futuro che resta loro.

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Le immagini, le musiche ed i suoni incantano in questo racconto composto da frammenti di ricordi e personaggi che passano accanto alla vita dei due uomini. Alcuni restano altri scompaiono. In questo albergo quasi sospeso nella realtà si muovono Maradona, ostaggio del suo corpo troppo grasso, ma per sempre un dio irraggiungibile quando con il piede tocca anche solo una pallina da tennis; Lena, la figlia di Fred; Miss Universo, avvenente in ogni suo movimento e che, rispondendo a tono alle accuse velate che la condannano per il ruolo che ricopre a sciocca superficiale, si riconquista la sua dignità di donna; Jimmy Tree, un attore americano di film commerciali la cui tristezza è tangibile attraverso il suo sguardo; un bambino che inconsapevole suona al violino, una canzone semplice composta da Fred; la giovane massaggiatrice, Brenda Morel, una grande attrice di Hollywood che tradisce Mick rifiutando la parte che lui aveva pensato solo per lei; e infine la cantante Paloma Faith, per la quale il marito di Lena chiede il divorzio senza darle spiegazioni. Ciascuno rappresenta quasi un’allegoria, un sentimento, si fa portatore di una condizione umana.

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E così anche in Youth, come nella Grande Bellezza, la grazia e la purezza prevalgono sul dolore, la delusione, la vecchiaia che imprigionano l’essere umano.

“Le emozioni sono tutto quello che abbiamo”, dice Mick a Fred. Ed è davvero così. È la sola cosa che ci resterà per sempre.


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