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Leggere insieme

Yum! Il cibo in tutti i sensi

Marina Petruzio
9 gennaio 2016

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Uscito nella tarda primavera dello scorso anno Yum! Il cibo in tutti i sensi di Giancarlo Ascari e Pia Valentinis per Franco Cosimo Panini è il più completo ed elegante albo illustrato sul cibo mai pubblicato.
E dopo queste festività, dove un tripudio di sapori si sono mescolati tanto da non riuscire più a distinguerli, dove quantità di cibo sono state acquistate, cucinate, mangiate e gustate, riscaldate e, ahimè, buttate, riportare il punto su cos’è il cibo e sul suo valore storico e sociale sembra doveroso.
Fermiamoci un attimo e pensiamo al cibo. Qualcosa di universale, dalle mille sfumature, che interessa tutti e cinque i sensi, dove convivono da millenni tradizioni di paesi differenti, la storia dell’uomo.
Dagli schiavi che lo hanno coltivato nelle colonie ai migranti contemporanei che si improvvisano braccianti nella stagione dei raccolti.

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Attraverso secoli, credenze e superstizioni che vedono il cibo più o meno prezioso se usato come moneta, se difficile da coltivare, da trasportare o ritenuto dannoso alla salute, da temere, mangiabile più o meno a seconda di credo religiosi o filosofie personali.
I cibi non hanno patria e non conoscono frontiere. Migrano attraverso gli oceani per andare dove qualcuno si innamora di loro. Perciò i giapponesi amano la pasta al pomodoro e gli italiani vanno pazzi per il sushi.
L’uomo ed il cibo hanno una relazione da sempre strettissima, storicamente e geograficamente, per sussistenza o per dominio, ma nonostante questo l’uomo col cibo ha un pessimo rapporto: ne spreca il 40% di quel che compera, ne butta via ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate, quattro volte la quantità necessaria per nutrire 800 milioni di persone che ad oggi nel mondo soffrono la fame. Per contro 1.5 miliardi di persone sono obese.
E mentre il cibo scarseggia in metà del globo l’altra metà o lo spreca o ne fa una moda, un oggetto quasi da desiderare bello, da mangiare con gli occhi, per forme ed accostamenti cromatici. Il cibo sollecita la vista.
Come successe per la carota: in Afghanistan dove inizia ad essere coltivata 5.000 anni fa è viola o gialla, ma nel Seicento sulla tavola degli Orange arriva arancione, in loro onore!

Prima di assaggiare un cibo, è il suo colore che ci fa venire voglia di mangiarlo.

E sapete quale è stato per molto tempo il colore preferito in cucina? Il giallo! Perché da una sensazione di luce e felicità!

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Quante fiabe poi raccontano di cibo? Pensiamo ad Hansel e Gretel, a Pollicino, a Pinocchio, ma anche ai lupi e orchi che ingoiano e sgranocchiano bambini diventando per una volta succulento cibo, delizia per il palato, delizioso manicaretto per rilassare la pancia!
E Poldo, l’inseparabile amico di Braccio di Ferro, a lui si deve il successo nel 1931 dell’hamburger di cui è ghiottissimo. Storicamente l’hamburger, una polpetta di carne macinata, fu portata in America dai migranti tedeschi già nell’Ottocento!
Il cibo ha un suono che interessa l’udito.
Quanti crack, gnam gnam, crunch, slurp, hic, lap lap, mmmmmmh, bleah, puah, cin cin, burp…si possono dire e sentire durante un pranzo, una colazione o una cena?

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Il cibo va rispettato, assaporato e non ingurgitato e non solo perchè c’è qualcuno che non ne ha, come si dice sempre ai bambini, salvo poi aprire il bidone e buttarlo davanti a loro, va rispettato perchè è la storia dell’uomo, del mondo e forse conoscere la sua storia e qualche aneddoto può aiutare a conoscerlo per apprezzarlo di più.
Nè manca un cenno agli animali, grandi sfruttati e maltrattati del pianeta, con un gioco dell’Oca in ultima pagina: alla casella 31 l’Oca farà da cuscino, alla 42 da piumino, alla 58 finisce in patè in scatola…pensa un po’ se l’oca fossi proprio tu?
Illustrazioni, racconti ed aneddoti, nonchè la scelta cromatica che accompagna il lettore dalla prima all’ultima pagina ne fanno un albo diverte ed appassionante per tutti.

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P.S. Ma quanti di voi sanno che quando portiamo in tavola o mangiamo un piatto di pasta al pomodoro stiamo mangiando un piatto che risale all’Ottocento e che riunisce culture e nazioni diverse? Dagli Arabi che inventarono la pasta essiccata nel IX secolo, al Perù dove il pomodoro si coltivava già dal 1500 ma solo come pianta ornamentale, agli Stati Uniti dove nel 1800 si cominciò a mangiare per arrivare a Napoli nell’Ottocento quando vi si condì la pasta per la prima volta!

 

Yum! Il cibo in tutti i sensi
di ed illustrato da Giancarlo Ascari e Pia Valentinis
Editore: Franco Cosimo Panini
www.francopaniniragazzi.it
Euro: 16,50
Età di lettura: assolutamente per tutti


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