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Yves Saint Laurent: la moda rende omaggio al couturier francese

staff
18 maggio 2011


Il colorblocking l’aveva proposto in molte sue sfilate. La passione per la cultura orientale l’aveva portato ad usare come copricapo femminile il turbante. Il grande amore per le donne gli aveva permesso di renderle più indipendenti, facendo loro indossare lo smoking.
Yves Saint Laurent nella sua lunga carriera di couturier, iniziata nel 1953 come direttore creativo di Dior e conclusasi nel 2002 quando decise di ritirarsi dalle scene, ha raccontato la donna in tutti i modi possibili e immaginabili: sensuale, ammaliatrice, mascolina, etnica. Ma soprattutto elegante. Il mondo e l’arte erano le sue grandi fonti di ispirazione: l’Oriente, ma anche la Spagna e l’Africa con le loro affascinanti culture sono state lo spunto iniziale per collezioni uniche e indimenticabili. Come quella di haute couture dell’estate 1967 in cui la donna di YSL era vestita di frange e decorazioni d’ispirazione tribale.
Un genio, quello di Saint Laurent, che viene ancora oggi celebrato. Dopo la bellissima mostra tenutasi al Petit Palais di Parigi, per l’estate 2011 alcuni tra i più famosi marchi hanno voluto omaggiare il grande couturier francese presentando in passerella alcune tra le tendenze più innovative del sarto.
Il colorbloking è sicuramente tra queste. Emblema di questa estate 2011, consiste nell’abbinare colori forti e vivaci “a blocchi”; un esercizio stilistico in cui Yves Saint Laurent era grande maestro. Ed è soprattutto Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, che ha fatto sfilare in passerella modelle fasciate in abiti dall’allure orientale e dagli abbinamenti di colori decisi. Così come il maestro amava accostare tutte le gradazioni di rosa -suo secondo colore preferito- assieme al verde smeraldo, ma anche il blu china con l’arancio, allo stesso modo sono molti i designer attuali che hanno ripreso questa tendenza. Tra tutti Karl Lagerfeld per Fendi.

Non solo colore però. Yves Saint Laurent era un grande amante dei viaggi: possedeva una magnifica casa a Marrakech -diventata ora un museo a lui dedicato- e la sua curiosità per il mondo lo ha portato a raccogliere suggestioni di ogni genere. In particolare l’influenza della cultura orientale è sempre stata evidente; turbanti, veli e ampi pantaloni sono stati gli ingredienti essenziali di moltissime sue sfilate. É stato un grande della moda italiana come Giorgio Armani, che per l’estate ha riportato in auge il turbante, il classico copricapo orientale, accessorio fondamentale della sua collezione estiva. Prendendo spunto dai tuareg, gli uomini blu del deserto, Armani ha presentato una linea giocata interamente sulle possibili varianti del blu notte; e proprio come gli uomini del deserto, le modelle avevano il capo coperto dalla tagelmust, in origine una lunghissima fascia di cotone di color blu notte usata dalle popolazioni sahariane per ripararsi il viso dalla sabbia. L’ispirazione non può che essere la sfilata di Saint Laurent del 1981, in cui per la prima volta il copricapo nordafricano divenne un simbolo di stile ed eleganza.

Il mondo però non aveva frontiere per Yves Saint Laurent: alla Spagna il celebre couturier dedicò la Collezione Spagnola, mentre nel 1976 le sue modelle erano vestite con lunghe e ampie gonne dal sapore armeno, alla maniera dei cosacchi. Ed è proprio da queste due collezioni, ma anche dalla Picasso del 1979, che Raf Simons -anima di Jil Sander- ha preso spunto. Puliti dalle decorazioni, dai dettagli e dagli accessori, lo stilista del marchio tedesco ha riadattato le linee delle creazioni del maestro alla semplicità di Jil Sander, mantenendo però i colori accesi, le fantasie colorate e le forme ampie delle gonne. Anche lo stilista americano Marc Jacobs per la sua collezione ha ripreso le forme ampie della collezione Cossack, tipicamente anni Settanta.

Alle donne Yves Saint Laurent ha dato molto, soprattutto la possibilità di essere sensuali ed eleganti anche in pantaloni e smoking. É il 1967 quando lo stilista propone il tuxedo femminile, reso ancora più celebre dall’immagine immortalata da Helmut Newton. Eleganza e classe presenti anche nelle bluse trasparenti, soprattutto nere, da portare a torso nudo e decorate con un grandissimo fiocco attorno al collo. Emanuel Ungaro, Jason Wu e Balenciaga hanno portato in passerella lo stile inconfondibile di YSL: pantaloni dal taglio maschile segnati in vita da sottilissime cinture, bluse trasparenti con morbidi fiocchi di colore nero -il preferito del celebre couturier- smoking declinati al femminile e abbinati a shorts.
Yves Saint Laurent ha cambiato la moda; e l’estate 2011 gli rende omaggio.

Eleonora Gionchi

Da sinistra a destra e dall’alto verso il basso:
1- Yves Saint Laurent
2-5 modello di Jil Sander ispirato alla Collezione Spagnola; sempre Jil Sander che prende spunto dalla collezione Cossack del 1976.
6-7 sempre Jil Sander e un modello della collezione Picasso del 1979.
8-11 due modelli di Jason Wu che traggono ispirazione dallo stile di YSL: la prima foto è di Helmut Newton, la seconda è un modello della linea Rive Gauche del 1975.
12-15 Balenciaga e un modello della collezione 2002; completo bianco di Stella McCartney così come aveva voluto YSL nel 1984.
16-19 la sfilata di Gucci e YSL, Fendi e un modello di YSL. Entrambi dalla sfilata retrospettiva del 2002.
20-21 Anche Marc Jacobs ha preso ispirazione dalla collezione Cossack.
22-23 Emanuel Ungaro ripropone le bluse nere trasparenti così come hanno sfilato nel 2002.
24-25 dettaglio della sfilata di Giorgio Armani e un copricapo della collezione YSL del 1981.


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