Cinema

Zero Dark Thirty

Giorgio Raulli
15 febbraio 2013

L’espressione “Zero Dark Thirty” è propria del gergo militare americano e sta ad indicare un qualunque momento tra mezzanotte e le 4 del mattino, “una levataccia” insomma, un lasso di tempo in cui si preferisce operare le incursioni. Il film di Kathryn Begalow è infatti una rielaborazione più o meno fedele al vero dell’attività dei servizi segreti che ha permesso di scovare e giustiziare Osama bin Laden (avvenuta il 2 maggio 2011 in Pakistan). La storia si spalma sui dieci anni di indagini e ricerche portate avanti dall’agente della CIA Maya (Jessica Chastain) per scovare il nascondiglio del terrorista.

La regista non solo si cimenta nel racconto di una delle fasi più critiche della storia americana e mondiale, ma vuole porre l’accento sul faticoso percorso di una donna che non approva i metodi dei suoi colleghi e la pratica delle torture; una donna determinata, in perenne lotta contro il pregiudizio e le burocrazie. Un’ennesima fotografia di un Paese pieno di contraddizioni e desideroso di vendetta per un lutto sconvolgente. “Zero Dark Thirty” è un  thriller spionistico ben diretto, dove la tensione e l’adrenalina sono tenute ad alti livelli nonostante il pubblico conosca già la conclusione, anzi, è soprattutto nella lunga sequenza dell’assalto finale al rifugio di bin Laden che la narrazione non perde di mordente. Molto dure le scene che mostrano le violenze inflitte ad un sostenitore di Al Qaeda catturato, senza escludere i particolari di atroci torture operate dagli americani.

Ovviamente una pellicola simile ha suscitato una tempesta di polemiche provenienti da ogni fede politica e da ogni organo istituzionale coinvolto: alle critiche ad Obama, accusato di aver messo in pericolo la sicurezza nazionale per aver concesso alla Bigelow il via libera allo scopo di fare le dovute ricerche (sebbene la regista abbia negato il coinvolgimento del presidente), si sono affiancate anche da quelle interne alla CIA, poiché la vera Maya avrebbe inviato materiale segretissimo alla regista e allo sceneggiatore Mark Boal. Cinque le nomination agli Oscar di quest’anno, altro segno che la cerimonia 2013 vedrà in prima linea importanti capitoli della storia americana.

Giorgio Raulli


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