Letteratura

Zero zero zero: Roberto Saviano racconta il girone della cocaina

Maria Stella Gariboldi
7 aprile 2013

“Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio.”
Quando è Roberto Saviano a parlare, non sono necessarie altre presentazioni. A sette anni dal successo di “Gomorra”, l’autore torna in libreria con un “Zero Zero Zero”. Un nuovo romanzo-inchiesta, un’indagine diretta sulla criminalità, ma questa volta da una prospettiva diversa.
Il tema è la cocaina, che dagli anni Ottanta – quando era ancora una droga d’élite –  ha fatto molta strada e si è trasformata, penetrando nei tessuti della società fino a rendersi sempre meno evidente e sempre più diffusa: è la “droga degli insospettabili”.
Il successo della polvere bianca è dovuto alla sua capacità di integrarsi nella quotidianità: è una droga che aiuta a lavorare, a studiare, a resistere senza fermarsi. Una marcia in più per ogni attività, che porta con sé danni fisici e psicologici: infarti, impotenza, attacchi di panico e paranoia sono i più comuni effetti sofferti dai tossicodipendenti.
Ma le conseguenze sui consumatori non sono che uno dei lati oscuri della cocaina.
Roberto Saviano segue la scia dell’oro bianco, ne descrive la storia raccogliendo i minimi dettagli. E può sfruttare le sue conoscenze sulla mafia, non solo quella italiana. Se la ‘Ndrangheta ha infatti un primato mondiale all’interno del traffico di cocaina, una fetta importante del suo commercio è riservata anche alla mafia russa.

Il percorso segue una traccia di sfruttamento e violenza che attraversa il mondo, dal Sud America all’Africa, all’Europa, sotto gli occhi vigili della criminalità organizzata. E comporta un business gigantesco, che muove enormi capitali e coinvolge personalità precise: dai coltivatori, ai trasportatori, fino agli spacciatori; per poi raggiungere le grandi banche mondiali, dove il traffico viene coronato con il riciclaggio di denaro sporco.
E dopo un viaggio di 450 pagine, non resta che chiedersi come risolvere, o per lo meno arginare, questo problema dalle implicazioni sociali ed economiche. Saviano ne ha parlato in anteprima per RepubblicaTV, presentando la propria idea: l’unico modo per combattere il traffico di droga è la sua legalizzazione, per contrastare la mafia e i suoi profitti spezzando il circolo vizioso del commercio e del consumo illegale.
Una proposta coraggiosa quanto scomoda, che non può soddisfare a pieno chi si oppone al consumo di droga ma merita tuttavia di essere presa in considerazione. Nella situazione allarmante descritta da Saviano, potrebbe non essere che il male minore.

Maria Stella Gariboldi

“Zero Zero Zero”, di Roberto Saviano, Feltrinelli, pp. 448


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