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10 deserti per fuggire dal caos urbano

Silvia Ragni
24 maggio 2018

Stanchi dello smog asfissiante, del traffico roboante, del caos urbano? E’ il momento di programmare una fuga: e se il mare e la montagna sono mete talmente prevedibili da risultare scontate, non lo è di certo una full immersion nel silenzio e in spazi dove l’orizzonte sembra perdersi a vista d’occhio. Stiamo parlando del deserto, uno dei più spettacolari paesaggi del globo, scenario che nel tempo ha solleticato l’immaginazione di artisti, scrittori, poeti, cineasti ed esploratori tramutandosi in un luogo mitico, al di là di ogni concetto di spazio e di tempo. Là dove cielo e terra sfumano i propri confini, la natura predomina e il vento si converte in un suono costante, quasi ipnotico. Il deserto, nell’ immaginario collettivo, è un’infinita distesa di sabbia e dune: la sua vastità color oro viene plasmata da ogni alito d’aria, oasi di verde magicamente spuntano negli sterminati spazi solcati dalle carovane. Ma questa suggestiva visione identifica solo una delle tante tipologie di deserto, che può anche svilupparsi su superfici di ghiaia, sale, ghiaccio e roccia con un alto tasso di aridità come denominatore comune. Un simile ambiente non può che suscitare emozioni contrastanti: la sua immensità istintivamente spaventa, così come la penuria d’acqua. Eppure, sono proprio quegli stessi elementi a esercitare un’attrazione potente e del tutto irresistibile. Gli orizzonti infiniti, esaltati da uno stupefacente mix di colori, morfologie geografiche e paesaggi “lunari”, danno al concetto di viaggio una prospettiva inedita e assumono i connotati di una sfida, di un’indimenticabile avventura. La traversata del deserto è un mettersi alla prova e al tempo stesso un’esperienza unica, dal fascino irripetibile: vi segnaliamo 10 location d’eccezione in cui potrete cimentarvi in questa straordinaria impresa.

1. Sahara
Il più torrido e vasto deserto del mondo è anche quello che evoca, per eccellenza, l’idea di “deserto”: in un’ininterrotta successione di dune sabbiose, si snoda su 5000 km che attraversano l’Africa dall’ Oceano Atlantico al Mar Rosso per una superficie complessiva di 9.000.000 km2. L’assenza totale di corsi d’acqua si contrappone ad una fitta rete idrica sotterranea che dà a vita a oasi lussureggianti e spettacolari. Potrete esplorare la sua vastità sconfinata a dorso di cammello o a bordo di fuoristrada dotate di tutti i comfort, scorrazzare sotto un cielo che sembra inghiottire il paesaggio e che, di notte, si accende di una miriade di stelle. Imperdibile l’esperienza del pernottamento in una tenda berbera, nell’atmosfera pregna di antiche sonorità tribali, da sommare all’incanto di albe e tramonti che regalano emozioni – e soprattutto colori – di un’intensità tale da mozzare il fiato.

2. Sonora
Se i luoghi che hanno ispirato “Arizona”, la prima fragranza di Proenza Schouler, vi hanno sedotto, il deserto di Sonora è la vostra meta. Si estende su 311.000 km2 tra gli stati della California, dell’Arizona e di Sonora, nel Messico nord-occidentale, ed è una delle aree desertiche più vaste e torride dell’America del Nord. Il panorama qui è costituito da un’alternanza di pianure e rocce, intervallate dalla tipica flora di cactacee in cui predomina il saguaro o cactus gigante. Con un’altezza che raggiunge anche i 13 metri, il saguaro viene considerata la pianta associata a Sonora per antonomasia: mastodontica e longeva, assorbe acqua dal suolo sfiorando le 12 tonnellate di peso e può vivere fino a 200, a volte 300 anni. Altri arbusti caratteristici includono il mesquite e la yucca gigante, mentre la fauna è ricca di coyote, serpenti a sonagli e più di 200 specie di volatili.

3. Mespalomas
Pensate che per visitare un deserto cambiare continente sia tassativo? Non è così. Con poche ore di volo, infatti, potrete avere l’unico micro-deserto presente in Europa ai vostri piedi: Mespalomas “srotola” il suo manto di dune nel sud di Gran Canaria, la terza isola più grande dell’arcipelago Canario. Situata nell’Oceano Atlantico e affacciata sul Marocco Nord-Occidentale, Gran Canaria ha più di una affinità paesaggistica con l’Africa. Basti dire che la Riserva Naturale di Mespalomas, con i suoi 25 km2 di sabbia finissima, sembra quasi un’appendice del deserto del Sahara. Si sviluppa lungo 20 km di costa e, procedendo ad est, diventa un tutt’uno con l’effervescente Playa del Inglés, stagliando le sue dune altissime (non è raro che oltrepassino i 10 metri) contro l’azzurro orizzonte dell’Oceano. Lo splendore panoramico accentua la sua suggestività in una laguna, La Charca, dove gli uccelli migratori diretti verso l’Africa sono soliti far sosta.

4. Tabernas
Amate gli spaghetti western? Tabernas, nel profondo sud della Spagna e precisamente in Andalusia, è il deserto che fa per voi. Anche in questo caso, non è necessario abbandonare l’Europa: Tabernas si trova a 30 km da Almeria e si estende su una superficie di 280 km2 che non ha nulla a che vedere con le dune dorate di Mespalomas. A prevalere è un arido ambiente montano costellato da sporadici arbusti e da solchi d’erosione che ricordano le tipiche “badlands” nordamericane, un set cinematografico naturale per le pellicole western. Non è un caso che proprio a Tabernas Sergio Leone girò film come “Il buono, il brutto, il cattivo” e “Per un pugno di dollari”; ma questo deserto è stato anche location di kolossal del calibro di “Cleopatra”, “Lawrence d’Arabia” e “Indiana Jones”, e ospita oggi parchi di divertimenti (come il celebre Oasys – Mini Hollywood) e studios dedicati ai cowboys e al loro universo cinematografico.

5. Lençois maranhenses
Il suo nome, che in portoghese significa “le lenzuola del Maranhão”, ne descrive la conformazione: osservate dall’alto, le sue immense dune bianche appaiono come lenzuola che il vento increspa mentre sono appese ad asciugare. Il Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses si trova nello stato del Maranhão, in Brasile, e nei suoi 155.000 ettari si alternano dune di sabbia candida, stagni turchesi, fiumi, agglomerati di mangrovie e spiagge che danno vita ad un autentico paradiso terrestre. Non si tratta di un deserto propriamente detto, a fare la differenza è il maggior numero di precipitazioni, ma il suo paesaggio è irresistibile. Sono proprio le piogge a formare gli specchi d’acqua tra il verde e l’azzurro intenso che spiccano tra dune altissime (anche fino a 40 metri), costantemente modellate dal vento; tartarughe e uccelli migratori arricchiscono, invece, il suo panorama faunistico.

6. Namib
Avrete sentito parlare della Namibia anche in relazione all’attività umanitaria di Angelina Jolie. Il deserto di questo stato africano affacciato sull’Atlantico è tra i più spettacolari: 81.000 km2 di dune dorate che si srotolano fino a lambire l’oceano, intervallate da laghi salati (i “pan”) ed alberi essiccati dal sole rovente. Il paesaggio è talmente unico da ricordare un’onirica landa lunare. Ma nonostante le apparenze, la sua aridità non è tale da impedire l’esistenza di una flora e di una fauna che si avvalgono dell’umidità sprigionata dalle nebbie oceaniche. Piante millenarie di Welwitschia mirabilis spuntano tra i dossi sabbiosi solcati dagli struzzi, dagli sciacalli e dagli orici. Il Namib, con i suoi 80 milioni di anni, è il deserto più antico del mondo. Un consiglio? Per coglierne appieno la meraviglia -e le splendide tonalità che l’alba e il tramonto “dipingono” sulle dune – sorvolatelo in mongolfiera.

7. Wadi Rum
E’ detto “Valle della Luna” in quanto un fiume, nei secoli, scorrendo su un fondo di granito e sabbia ha scavato il “uadi” (una sorta di canyon) su cui si adagia. Si trova in Giordania e nel 2011 è stato decretato Patrimonio dell’Umanità Unesco per le sue strepitose bellezze naturali: rilievi sabbiosi in nuance che spaziano tra l’ocra, il rosso e il marrone, dune, formazioni geologiche che alternano gole, archi e ponti, pietre che millenni di erosione hanno modellato a mò di enormi funghi e il monte Jebel Rum, 1754 metri di imponenza rocciosa, lo rendono uno dei luoghi più suggestivi del pianeta. Il suo paesaggio sbalorditivo ha fatto inoltre da location a numerosi film (tra cui “Lawrence d’Arabia”, del quale sono state girate qui molte scene) e video musicali. Flora e fauna evidenziano, rispettivamente, la presenza degli anemoni rossi e di svariate specie di lupi e volpi accanto agli orici e al gatto delle sabbie.

8. The Pinnacles Desert
Puro incanto visivo, questo deserto si estende su una superficie sabbiosa costellata da “pinnacoli” (da qui il suo nome) di roccia calcarea dalle più disparate forme. E’ situato nell’Australia occidentale, e comprende un’area che spazia dal Parco Nazionale di Nambung alla Coral Coast; ogni anno i turisti lo prendono d’assalto attratti da un fenomeno naturale che non esiste altrove. I “pinnacoli” sono il risultato della sedimentazione del calcio contenuto nell’acqua piovana penetrata all’interno delle dune. Nel corso dei secoli, il calcare sviluppatosi è evoluto in altezza originando formazioni rocciose che variano in quanto a struttura, tonalità e mole: nel deserto ne spuntano a migliaia in un’area vasta circa 2 km2. Miriadi di dune plasmate dal vento e tramonti che ostentano incredibili tonalità di rosso sono gli ulteriori atout di uno scenario magicamente surreale.

9. Gobi
Marco Polo, nel “Milione”, descrisse dettagliatamente questa sconfinata landa che impiegò un anno ad attraversare. E non c’è da meravigliarsi: il deserto dei Gobi ingloba gran parte della Mongolia e della Cina. La sua superficie si estende su 1.300.000 km2 di roccia nuda, ma a seconda della latitudine presenta molteplici conformazioni. Alle pianure succedono montagne irte di burroni, le caratteristiche “mesas” (colline piatte e ripide), aree di suolo argilloso, altopiani, gole, dune di sabbia e paludi salmastre. Il paesaggio è prevalentemente brullo; solo ad Oriente un maggior numero di precipitazioni e falde acquifere sotterranee danno al deserto l’aspetto di una steppa. Mentre la vegetazione è scarsa, più variegata è una fauna in cui spicca il cammello selvatico: furono anche le lunghe carovane di cammelli, non a caso, ad affascinare Marco Polo nel suo tragitto lungo la via della seta.

10. Atacama
Avreste mai pensato che un deserto potesse “fiorire” all’improvviso? E’ un fenomeno che ad Atacama avviene circa ogni cinque anni, quando il riscaldamento delle acque del Pacifico provocato da El Nino dà luogo a un forte aumento delle precipitazioni: è allora che prende vita lo spettacolo del “desierto florido”, e magnifiche distese di fiori multicolori gradualmente rivestono le lande di questo deserto che si estende tra il Perù meridionale e il Cile nord occidentale. Atacama si snoda in lunghezza per 1600 km e spazia dalla costa del Pacifico alla cordigliera andina. Deserto tra i più aridi, attinge aree di umidità dalle nebbie costiere e – nel caso dei rilievi – dalle nubi, dando origine a “lomas” (colline) densamente vegetate. Imperdibile una visita a San Pedro Atacama, cittadina di casette bianche che sorge, come per magia, dal panorama brullo, e all’iper suggestiva Valle della Luna.


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