Design

10 orrori del design

Davide Chiesa
1 dicembre 2015

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Ho parlato spesso di quali sono le caratteristiche di un buon progetto di design, ponendo l’accento sul fatto che siano sempre il risultato di molti elementi mischiati fra di loro. I concetti di ergonomia, innovazione, ispirazione, ricerca e coerenza sono quasi sempre alla base della riuscita di un buon prodotto, senza dimenticare la componente ludica, ironica e l’espressione artistica. La componente del buon gusto, infine, è quella senz’altro più soggettiva e sottesa alle differenze culturali che esistono fra le varie aree geografiche del mondo; se da una parte si sta affermando sempre di più un gusto del design internazionale condiviso dalla grande maggioranza degli utenti, dall’altra esistono ancora bacini progettuali dove il gusto internazionale viene lasciato da parte, a favore di una produzione più locale e legata alla tradizione. In questo panorama variegato le difficoltà e le insidie progettuali sono sempre dietro l’angolo e in questa carrellata di veri e propri “orrori del design” proveremo a capire come si possa smarrire così definitivamente la strada verso la creazione di un bell’oggetto.

  • Orrore 10: il design nonsense. A volte l’estremo resta incompreso.

  • Orrore 1: il divano cofano. Come unire due oggetti apparentemente estranei…e scoprire che lo sono davvero!

  • Orrore 2: la bocca orinatoio. Il livello di cattivo gusto di un questo oggetto è così alto che rischia di contagiare anche questo commento.

  • Orrore 3: il rubinetto con vetro a luce led. Quando la tecnologia diventa inutilmente invadente.

  • Orrore 4: la lampada aglio. Probabilmente adatta solo per la cucina di Buffy l’ammazzavampiri.

  • Orrore 5: il vaso Mondrian e la sedia Silver Surfer. Quando l’ispirazione viene presa da un altro mondo artistico…ma resta là.

  • Orrore 6: l’orologio spirale. You mean it really?

  • Orrore 7: il divano volante. Per quelle serate un po’…da mille e una notte!

  • Orrore 8: il coniglio luminoso. Perché???

  • Orrore 9: la cassetta per la frutta. Floreale? Per la primavera?…Avanguardia pura…

Questi dieci esempi ci dimostrano che la strada per riuscire ad esprimersi all’interno di un progetto è irta di pericoli e di confusione, ma per fortuna la grande apertura fornita dai nuovi mezzi di comunicazione digitali rende possibile lo scambio di informazioni a diversi livelli e facilita la comunicazione tra i creativi del mondo per migliorare ed ampliare il panorama progettuale globale.

www.davidechiesa.com