Leggere insieme

5 Cherries

Marina Petruzio
28 ottobre 2018

Enchanted Lion con la collaborazione di Debbie Bibo Agency e la versione in inglese del testo originale di Anna Celada, pubblica nel 2017 in America, “5 Cherries” con le parole e le illustrazioni di Vittoria Facchini.

I risguardi resi delicati da un folto di fiori di ciliegio di quel bianco che sfumando al rosa si fa quasi trasparente. Quei rami e rametti come vaghi infilati di una collana, così piccoli e segmentati come sono, e i pistilli di quei fiori, poggiati qua e là come rilievi di un pizzo. Il sorriso sereno di una mamma seminascosta da una fronda e due bambini che giocano, si mimetizzano, riemergono, ballano, sotto quel cuscino, di una leggerezza impalpabile che neppure il segno del pennello riesce ad appesantire. La bellezza dell’esistenza: cinque ciliegie per ciascuno.

E mentre da ognuna dalle mani della mamma cadono cinque ciliegie, mentre una bambina sarà contenta e l’altro ne avrebbe volute di più, inizia un gioco, si apre quell’immaginario che porta lontano che se non si possono moltiplicare le ciliegie almeno si moltiplichino i giochi, i personaggi o gli oggetti che si possono inventare, le storie, perché mangiarle – certo solo 5 – non darebbe così soddisfazione.

Ecco allora che nella loro bellezza rotonda, piena, di quel rosso che solo una parola sa definire, ciliegia, quei succosi frutti per l’occasione diventano miracolose medicine per piccoli pazienti, gustoso accompagnamento per il tea del pomeriggio con gli amici, super munizioni per super cannoni. Se allineate scintillanti medaglie sulla giubba di un valoroso generale, se raccolte e strette come in un mazzo un prezioso bouquet pronto per essere donato, guance rotonde e colorate nel disegnar se stessi, gustoso cibo e zuppe per creature affamate. Il seno della mamma se nascoste sotto la maglietta. Il gioco è dinamico, entra e esce dal maschile al femminile sino a confonderlo, e coinvolge non solo l’immaginario ma il corpo in costante movimento nel preparare, raccogliere, sistemare, organizzare. Alzandosi, voltandosi, allungandosi, accucciandosi, sdraiandosi e camminando i due bambini simulano una danza che li vedrà nelle mille posizioni che un bambino può assumere senza saperlo mentre agisce nel gioco immerso completamente.

Due bambini. Stessa altezza, stessa pettinatura, quella a scodella segno distintivo dell’infanzia. Identici i vestiti, maglietta a righe e pantaloni lunghi. Bianco e nero. Se non fosse per quel nastro che Vittoria lega tra i capelli dell’uno e dell’altra, da fronte a nuca, uno blu e l’altro rosso nessuno distinguerebbe il bambino dalla bambina, il maschio dalla femmina. Ma non sarà così facile per tutto l’albo, l’immaginario non ha sesso, il gioco dell’infanzia non ha confini e cadute le fasce, intrecciati i giochi, scambiati ruoli e parole nessuno sarà più riconoscibile. A ognuno il piacere di recuperare le scarpette e di riassegnarle al legittimo proprietario quando sarà sopraggiunto il momento di andare. Di vernice nera piccole e scintillanti, con quel laccetto che fascia il piede e si chiude a lato con un piccolo bottone. Sogno di ogni principesco piede. Da ginnastica bianche, almeno in partenza, alte con quei lacci così brigosi da domare, comode e giudiziose nel seguire ogni movimento. Cosa? 5 minuti ancora? Solo 5 non di più!

 

5 Cherris
Parole e illustrazioni di Vittoria Facchini
edito Enchanted Lion Books, NY 2017
traduzione dall’italiano Anna Celada
USD 18,95
età di lettura dai 5 anni


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