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5 cose da sapere su Checking Invoices, l’influencer senza volto

Martina D'Amelio
25 Settembre 2019

Checking Invoices alla sfilata di Fendi SS20

Un personaggio dal volto sempre coperto, che sta iniziando sempre di più a svelarsi al grande pubblico della moda e non. Stiamo parlando di Checking Invoices, l’influencer mascherata protagonista dell’ultima MFW. In attesa di vedere se parteciperà anche alle sfilate della Paris Fashion Week, ecco tutto quello che c’è da sapere sulla fashion blogger sui generis che fa impazzire i social.

1| Come si presenta. Sempre celata da tutine integrali a stampa che coprono totalmente il corpo a partire dal viso, Checking Invoices a questo look di base abbina capi e accessori firmati (e non) in chiave genderless. Nonostante la sovraesposizione mediatica social non sia – almeno in apparenza – il suo aim, non disdegna loghi e calzature vistose. Il suo stile ruota principalmente intorno al concetto di rendere visibile quello che è sempre più invisibile – cioè gli abiti e la personalità. Ciò si evince da come sono concepiti gli shooting e i brevi video diramati su Instagram: in location insolite e popolari (dal mercato alla metro), con pose realistiche e ironiche, diverse da quelle in serie delle influencer “comuni”.

Checking Invoices con Bella Hadid nel backstage di Fendi SS20

2| Dove l’abbiamo vista. La partecipazione alla sfilata primavera-estate 2020 di Fendi alla Milano Fashion Week ha risvegliato l’interesse nei confronti dell’influencer più anticonformista del web. Ma Checking Invoices non è una figura nuova al mondo della moda: “nata” nel 2016, vanta alcune collaborazioni con player del settore del calibro di Vogue Italia e di Trussardi, per il quale ha seguito il progetto di archivistica Archive+Now 2 comparendo anche nella campaign.

3| L’identità. Dietro al nome Checking Invoices si nasconde principalmente un profilo Instagram da 68,3 mila followers. Nella descrizione, si presenta come “Anonymous duo based nowhere”. Non ha un volto, nè un nome, nè alcun tratto che possa ricondurre a un’identità, a partire dal genere. Ma dietro a questa Zorro del fashion si celano in realtà due amiche di origini greche, di stanza a Milano. Una di professione stylist, l’altra set designer: la prima è quella che dà corpo al progetto Checking Invoices, nelle vesti di modella, la seconda ha il compito di immortalarla. L’iniziativa ha anche un sito web. Vi consigliamo di aprirlo.

Uno degli scatti fotografici del progetto Checking Invoices

4| Lo scopo. Mai, da quando hanno iniziato a farsi largo nel mondo della moda, le amiche di Checking Invoices si sono mostrate pubblicamente. E hanno dichiarato che il progetto è nato durante una serata sui Navigli passata tra chiacchiere e vino. Lo scopo principale? “Portare ironia nel mondo della moda”.

Checking invoices nella campaign di Trussardi Archive+Now 2

5| Il messaggio. In un mondo fashion come quello odierno, dove le influencer perdono la loro funzione di guru della moda indossando abiti sponsorizzati, Checking Invoices risulta una figura controcorrente, che punta sull’anonimato per emergere. E lanciare un messaggio: ciò che conta davvero non è chi lo indossa, ma cosa viene indossato. Dopo un periodo in cui le influencer in carne ed ossa (e virtuali) risultano sovraeposte e sempre più al servizio dei brand, la privacy è pronta a tornare di moda? E si può parlare davvero di privacy in questo caso – oppure una tutina animalier effetto seconda pelle “urla” ancora di più di un outfit logato? Staremo a vedere.



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