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5 cose da sapere sul nuovo Gucci Wooster

Martina D'Amelio
9 maggio 2018

Gucci presenta Gucci Wooster, la nuova boutique del marchio situata nel quartiere di SoHo a New York. Ma se pensate che si tratti di un negozio come tanti, vi sbagliate di grosso: ecco in 5 punti tutto quello che c’è da sapere sull’esclusivo store firmato da Alessandro Michele.

1- Inaugurato al n°63 di Wooster street alla presenza di Rihanna, Jeremy Scott, Salma Hayek e altre star, lo spazio si estende su circa mille metri quadrati all’interno di un’ex fabbrica di matite: un edificio con ben 155 anni di storia alle spalle. Gucci Wooster si impone quindi al centro del quartiere più cool della Grande Mela. E il piglio “artsy” è ripreso anche all’interno: se l’integrità della struttura originaria è stata preservata, grazie alla conservazione di mattoni a vista, soffitti rivestiti in stagno e preesistenti colonne portanti, i pavimenti invece sono stati dipinti con tre motivi differenti da artigiani italiani.

I colori di questo nuovo spazio? Quelli vintage amati da Alessandro Michele: giallo, viola, bordeaux, verde bottiglia. Che si riflettono negli arredi retro: carrelli, mobili intarsiati, tappezzerie e sedie d’antan, in quell’irresistibile mix di nuovo e antico che caratterizza il brand.

 

2- Lontano dai canoni del semplice negozio, Gucci Wooster non è solo un omaggio al passato, ma anche uno spazio proiettato verso il futuro. Che si avvale della tecnologia: video display in 3D e pareti interattive a led accolgono i visitatori, mentre all’interno dello store è disponibile persino una sala cinematografica, dotata di cuffie Muzik create ad hoc e di poltrone in velluto. Una sorta di cinema d’essay che in occasione dell’opening ha ospitato la proiezione di un film dedicato, prodotto in collaborazione con la rivista di arte contemporanea “Friezeper la regia di Wu Tsang. La trama? L’anniversario della seconda Summer of Love, che ha visto l’esplosione della musica elettronica e della cultura rave in tutto il mondo a fine anni Ottanta.

3- Gucci Wooster accoglie collezioni e anticipazioni esclusive. Proprio qui è possibile provare in anteprima il nuovo servizio di personalizzazione Gucci DYI, rivoluzionato all’insegna del digitale grazie alla realtà aumentata. Il cliente potrà vedere in anteprima il suo accessorio fai da te prima di acquistarlo. Ma non è finita qui: due mesi prima di tutti gli altri monomarca, Gucci Wooster mostra le proposte dell’attesissima collezione firmata Gucci e Dapper Dan. Dopo aver confermato una collaborazione ufficiale a settembre e aver aperto un negozio esclusivo ad Harlem, il creativo ha presentato proprio qui in occasione dell’opening la prima linea di abbigliamento e accessori prêt-à-porter per il brand.

4- L’insolita Wunderkammer di Gucci a Soho, oltre alla moda, ospita anche altri progetti e collaborazioni speciali all’insegna di musica e arte. John Benitez, pilastro della club culture newyorkese degli Eighties e produttore delle prime canzoni di Madonna, è stato scelto come dj resident fino all’inizio del 2019. E poi la testata “Interview” ha ristampato per l’opening il numero del dicembre 1985 sulla cui copertina appare appunto la regina del pop, arricchito da immagini e testimonianze dei residenti e da immagini dei luoghi più famosi di SoHo. Un omaggio allo storico vicinato che negli anni ha visto protagonisti cinema, arte, moda, musica, letteratura, amato da grandi creativi come Andy Warhol e Keith Haring.

5- Tra i nuovi esperimenti attuati dalla Maison a Gucci Wooster, la presenza dei Gucci Connectors: non semplici commessi, ma dei veri e propri “Cicerone” pronti a coinvolgere la clientela e immergerla in un’inclusiva shopping experience. Questi ambasciatori conducono per mano i visitatori alla scoperta del mondo Gucci, con l’intento di riavvicinare il cliente alla magia dell’acquisto in store. “La generazione più giovane non è interessata all’esperienza di vendita al dettaglio perché l’esperienza di vendita al dettaglio non è interessante“, ha affermato Marco Bizzarri, ceo di Gucci. “L’intimidatoria guardia di sicurezza per la strada e le sezioni separate per accessori e articoli più costosi come i gioielli sono finiti. Questi dettagli sono snob e creano una distanza tra un marchio e il suo cliente”. E Gucci Wooster si pone proprio come contraltare a questa tradizionale tipologia di shop, mirando a coinvolgere anche i Millennial (che ormai comprano solo online). Come? Restando aperto anche la domenica, per esempio.

 

 

 


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