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5 cose da sapere sull’arrivo di Marchesi 1824 a Londra

Beatrice Trinci
11 Febbraio 2019

Marchesi 1824 si appresta a navigare oltremanica. La pasticceria più celebre e longeva di Milano, infatti, lascerà per la prima volta il capoluogo lombardo per aprire, entro fine anno, le sue porte a Londra, deliziando con i suoi dolci aromi le strade dell’elegante quartiere di Mayfair.

Ecco 5 cose che dovete sapere sull’heritage Marchesi e sull’imminente inaugurazione.

1- La storia. Era il 1824 quando la famiglia Marchesi aprì in un elegante edificio Settecentesco nel cuore di Milano, in via Santa Maria alla Porta 11/a. La pasticceria serviva dolci appena sfornati, torte, dolciumi di ogni genere e delizioso caffè: si guadagnò in breve tempo un’ottima reputazione e la stima della clientela più esigente. Un luogo ameno, diventato un vero cult per milanesi e non solo, che con gli anni ha mantenuto intatta la tradizione famigliare, conservando i suoi arredi originali in stile art déco, e diventato poi, tra le altre cose, il punto di riferimento per tutti gli amanti del panettone firmato Marchesi. E oggi? Quasi 200 anni dopo la sua fondazione, la storica pasticceria resta la meta prediletta di viaggiatori cosmopoliti e cittadini buongustai, anche grazie ai due nuovi esclusivi punti vendita di Via Monte Napoleone e Galleria Vittorio Emanuele II.

2- La location. Al civico 117 di Mount Street, in pieno Mayfair, Marchesi 1824 accoglierà i clienti in uno spazio dalla forte personalità e in stile primo Novecento, con un concept che ricorderà molto da vicino i suoi locali milanesi. La Pasticceria si troverà nel cuore di una delle maggiori destinazioni per lo shopping d’alta gamma in città, diventando vicina di casa di importanti Maison del lusso, come Celine, Simone Rocha e Christopher Kane.

3- Gli interni. Cosa troveremo all’interno della versione britannica di Marchesi? Sono ancora pochi i dettagli trapelati sulle scelte d’arredamento, ma già si conosce quello che la pasticceria offrirà: un ampio bancone dove poter scegliere chicche della più riffinata pâtisserie, tra torte, pasticcini, cornetti dolci e salati, frolle, cioccolatini, e un corner dedicato al gelato tradizionale italiano. La Pasticceria si presenterà inoltre anche come panificio e caffetteria. Un luogo poliedrico e dal fascino retrò che, siamo certi, conquisterà i più golosi e tutti gli amanti del bello.

4- Il caffè firmato Prada. Non solo moda: nel 2014 Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, amministratore delegato della Maison, hanno deciso di investire nel settore del food rilevando la maggioranza della storica insegna di Corso Magenta, un ambizioso progetto che aveva come fine quello di unire – e rendere accessibili – l’arte, la cultura e l’identità della città. Marchesi rappresenta un simbolo dell’eccellenza milanese e sono felice di aver raggiunto questo accordo con la famiglia fondatrice di questo storico marchio. Il nostro obiettivo è quello di collaborare fattivamente alla sua crescita nel totale rispetto della sua tradizione”, aveva dichiarato all’epoca Bertelli, che insieme a Miuccia ha saputo reinterpretare in chiave moderna uno storico simbolo meneghino. Così come per il Bar Luce all’interno di Fondazione Prada, anche gli ambienti dei due store Marchesi più recenti sono stati ideati dal visionario regista Wes Anderson, in un paradiso estetico fatto di decori floreali, pareti verde pistacchio e simmetrie perfette. Succederà lo stesso anche per il Marchesi londinese? Non possiamo che augurarcelo.

5- Marchesi nel mondo. In realtà quello di Marchesi a Londra è soltanto un definitivo ritorno: a maggio 2014 Prada allestì all’interno di Harrods la mostra “Pradasphere” e per l’occasione fu aperto un temporary store di Marchesi 1824 nel tempio londinese dello shopping. Inoltre, in occasione di Art Basel a Miami nel dicembre 2017 la Pasticceria ha allestito un pop-up all’interno del Miami Design District dedicato al gelato artigianale.

Insomma, quella di Marchesi è una storia di passione e dedizione che mira a far conoscere la tradizione culinaria e dolciaria italiana in tutto il mondo: e si può dire che ci stia riuscendo benissimo.

 

 

 

 

 

 



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