Sport

5 film sullo sport da guardare…comodamente sul divano!

Alessandro Cassaghi
26 novembre 2018

Anche gli amanti dello sport qualche volta sono pigri. E allora perché non guardare un film comodamente spalmati sul divano? Certo, meglio ancora se è una di quelle pellicole a tema sportivo, in cui l’adrenalina scorre a fiumi e che magari ci fa immedesimare il giusto per avere il cuore in gola nei momenti salienti. Alcune sono storie vere, che parlano di integrazione e lotta per la sopravvivenza, rivalità storiche e sfide impossibili, altre invece sono pura fiction, ma non per questo meno coinvolgenti.

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Coach Carter (Thomas Carter, 2005). La pellicola, con protagonista Samuel L. Jackson, è ispirata ad una storia vera: racconta di come Ken Carter, ex giocatore professionista di pallacanestro si trovi ad allenare, non senza difficoltà, gli Oilers della Richmond High School, la scuola dove lui stesso ha iniziato a giocare. I ragazzi con cui si ritrova Carter provengono da famiglie molto povere e disagiate, in alcuni casi sono sulla strada della delinquenza; ma dopo i primi screzi con il coach trovano in lui un vero e proprio mentore. Carter li porta verso un futuro migliore, facendo trovare loro il riscatto nella vita come nel basket.

Warrior (Gavin O’Connor, 2011). La trama è tutta incentrata su un grande torneo di MMA, lo Sparta, in quel di Atlantic City in cui si battono i campioni “più duri e cattivi”. In palio 5 milioni di dollari che fanno gola a molti. Tra questi anche due fratelli dai destini tormentati, Tommy (Tom Hardy) e Brendan (Joel Edgerton), accomunati da un padre, Paddy Conlon (Nick Nolte), ex lottatore, veterano di guerra e alcolista. Una pellicola cruda e pura per tutti gli amanti delle arti marziali miste.

Rush (Ron Howard, 2013). Il film ripercorre la storia dei piloti Niki Lauda (Daniel Brühl) e James Hunt (Chris Hemsworth) fin dai primi scontri sui circuiti di Formula 3. I due si trovano ai poli opposti, non solo sui circuiti di gara ma anche nella vita: Lauda è razionale, metodico e non particolarmente simpatico; Hunt è invece un playboy, sexy e dannato come una stella del rock che si gode la vita e corre come il vento. La loro rivalità segnerà una stagione incredibile della Formula 1, fatta di drammi strazianti e miracolose imprese – come il ritorno in pista di Lauda dopo il mostruoso incidente del Nürburgring dove rimase ustionato.

Race (Stephen Hopkins, 2016). Una storia vera, questa, che ripercorre la vita dell’atleta afroamericano Jesse Owens (Stephan James), vincitore di quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi del 1936 a Berlino. Scoperto all’Ohio University dal coach de Larry Snyder, James Cleveland “Jesse” Owens fu l’uomo-prodigio che tra polemiche e avversità partecipò in rappresentanza degli USA alle Olimpiadi tedesche in piena politica di epurazione razziale. Vincendo i 100 metri, il salto in lungo, i 200 metri e la staffetta 4 per 100, raggiunse un totale di quattro medaglie d’oro che annullarono la fama del beniamino di Adolf Hitler, l’atleta tedesco Luz Long, sconvolgendo l’opinione pubblica, ormai annebbiata dal mito della supremazia della razza ariana.

My All American (Angelo Pizzo, 2015). Finn Wittrock interpreta Freddie Steinmark, un giocatore emergente dei Texas Longhorns, la squadra vincitrice del titolo nazionale di football americano nel 1969. La carriera di Steinmark fu tragicamente interrotta da un infortunio osseo e dalla successiva scoperta di un tumore. Nella pellicola Aaron Eckhart interpreta l’allenatore Darrell Royal, il coach che intrecciò un bel rapporto con Steinmark e che guidò i Longhorns per tre volte alla conquista del titolo nazionale in 20 anni di carriera, senza perdere una stagione.

 

 


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