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5 luoghi da brividi per un Halloween spettrale

Silvia Ragni
31 Ottobre 2018

Puntuale ritorna Halloween, con il suo bagaglio di atmosfere oscure. Intorno al VI secolo a.C. Samhain (questo il suo nome originario) coincideva con il Capodanno celtico, un vero e proprio spartiacque tra la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. Gli antichi Celti rendevano grazie agli Dei per l’ultimo raccolto e celebravano il “letargo” della terra in attesa del risveglio primaverile: un ciclo di morte e di rinascita non privo di connotazioni esoteriche. Al calar del buio, infatti, il mondo dei vivi e quello degli spiriti si intersecavano abbattendo ogni confine. Non è un caso che nelle tradizioni di Samhain la morte rivestisse un ruolo chiave. Era credenza comune che i defunti tornassero a far visita ai propri cari: ad essi si indicava il cammino adornando di candele i davanzali, si riservavano posti a tavola e pietanze speciali. Thanatos, insomma, non aveva ancora assunto la valenza orrorifica attuale. Nei secoli, il gusto vittoriano per il macabro e il consumismo di matrice americana tramutarono Samhain nell’Halloween che conosciamo ora. Fantasmi, vampiri, mostri e scheletri oggi pullulano, illuminati dalla flebile luce delle zucche intagliate, e la notte più stregata dell’anno si festeggia in buona parte del globo. Ispirandoci a questa iconografia spettrale, vi presentiamo cinque luoghi che vi daranno i brividi: per l’allure gotica, ma anche per la fascinazione sprigionata dalle leggende che li circondano.

1. Villa De Vecchi detta “Casa Rossa”, a Cortenova (LC)
Immersa nel verde della Valsassina, imponente e semidiroccata, Villa de Vecchi svetta al primo posto tra i luoghi più infestati d’Italia. E non stupisce: la facciata, ormai scalfita dal tempo, mostra tracce del colore rosso originario. Sullo sfondo, le montagne e un fitto bosco evidenziano un’atmosfera tetra, accentuata dall’isolamento della villa. L’edificio fu fatto costruire nel 1854 dal Conte de Vecchi che, secondo la leggenda, un giorno rincasò trovando la moglie assassinata in modo orribile e la figlia misteriosamente scomparsa. Da allora, un lamento femminile risuonerebbe nelle notti di solstizio e c’è chi giura di aver udito il pianoforte suonare da solo: voci inquietanti includono anche una permanenza nella Casa Rossa dell’occultista Aleister Crowley, circa un secolo orsono.

2. La Casa del Violino, a Scogna Sottana (SP)
Siamo in campagna, nell’entroterra di La Spezia, dove esiste una conosciutissima casa infestata. Persino la sua location ha un che di fantasmatico: l’imprecisata “Scogna Sottana” potrebbe in realtà coincidere con la frazione di Scogna Inferiore. Qui viveva un giovane violinista che era solito esercitarsi al suo strumento per ore. Ma un giorno, la melodia che proveniva dalla sua casa si interruppe: il musicista morì dopo una grave malattia. Nella dimora, rimasta a lungo disabitata, soggiornarono svariati avventori, e tutti raccontano di aver udito il suono di un violino o di averlo visto suonare da solo dopo essere emerso dalla sua custodia. Non mancano lamenti ed urla agghiaccianti: la presenza del fantasma del violinista è, secondo molti, la risposta a questi raccapriccianti fenomeni.

3. Il Castello di Bardi, a Bardi (PR)
In Emilia Romagna, nella Valle del Ceno, si staglia un maestoso maniero. E’ il castello dei Conti di Bardi, dove nel Medioevo nasce l’amore impossibile tra Moroello, un comandante dell’esercito, e Soleste, la bellissima figlia del castellano. Quando Moroello parte per una battaglia, Soleste ne spia a lungo il ritorno dal mastio della fortezza. Vedendo arrivare un esercito con i colori del nemico, crede che Moroello sia stato sconfitto e si uccide lanciandosi nel vuoto. Ma il suo amato è tornato vincitore, e indossa quei colori a mo’ di spregio: disperato per la morte di Soleste, Moroello si getta a sua volta dai bastioni. Il suo fantasma vaga tuttora nel castello, dove è stato più volte avvistato (e persino immortalato da una termocamera) mentre una triste melodia si udiva in sottofondo.

4. Il Castello di Montebello, a Poggio Torriana (RN)
Il fantasma di Azzurrina è uno dei più noti d’Italia. La leggenda narra che la figlia di Uguccione, feudatario di Montebello di Torriana, nacque intorno al 1370 e fu chiamata Guendalina. Il suo soprannome pare derivasse dal colore assunto dalla tinta che sua madre le stendeva sulla chioma per camuffarne la bianchezza: Guendalina era infatti nata albina, una caratteristica che, all’epoca, veniva associata al diabolico. Il 21 Giugno del 1375, Azzurrina entrò nel nevaio del castello e da allora non fu più ritrovata. Ma ogni cinque anni, all’arrivo del Solstizio d’Estate, da quel sotterraneo provengono strani suoni, come il lamento di una voce di bambina. Gli investigatori del paranormale lo hanno inciso in registrazioni che i turisti della Rocca possono ascoltare e valutare in prima persona.

5. Il Monastero dei Monaci del Diavolo, a Sicignano degli Alburni (SA)
La leggenda che circonda questo monastero abbandonato, è a dir poco terrificante. Si racconta che al suo interno avvennero delitti talmente orridi da fargli guadagnare il soprannome di “Monastero dei monaci del diavolo”: tutto cominciò quando, nel 1700, un uomo bussò alla porta del convento per rifocillarsi. I monaci lo accolsero, e non molto tempo dopo l’uomo prese i voti. Ma la scoperta della relazione che intrecciò con una contadina scatenò il putiferio: accusata di stregoneria, la donna morì mentre il monaco finì in prigione e, al suo ritorno in monastero, sembrava ormai celare in sé tutte le forze del male. Sparizioni, misteriose morti, un uomo trovato con il cranio sconquassato gli valsero la pena di morte: il suo fantasma vagherebbe ancor oggi senza pace in quei macabri scenari.



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