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A Milano l’Osservatorio Altagamma

Lucrezia Brunello
16 ottobre 2012

Ieri mattina, lunedì 15 ottobre, si è tenuta la conferenza dell’Osservatorio Altagamma dove sono stati mostrati gli ultimi andamenti di tutti i settori del lusso. Bene la moda che conferma risultati di crescita, tuttavia minori di quelli del 2011, come precisa Paola Varacca Capello della SDA Bocconi, coautore del rapporto “Fashion and Luxury Insight” insieme ad Altagamma nel quale vengono analizzati i bilanci internazionali delle imprese quotate con fatturato superiore ai 200 milioni di euro. È l’alto di gamma a sentire meno la crisi secondo Armando Branchini, segretario generale della Fondazione Altagamma: gioielleria, orologeria e abbigliamento presentano le performance migliori dell’anno, con tassi di crescita e redditività degli investimenti al di sopra della media. Risultati buoni anche per l’industria del food&beverage di alta gamma presentati nel “Food&Beverage Luxury Insight” di SDA Bocconi e Altagamma. Massimiliano Bruni rassicura: “Il trend positivo del 2012 è confermato, o addirittura rafforzato, dai dati del 2011”. A trarre i maggiori benefici sono le aziende produttrici di bevande alcoliche e alimentari differenziati grazie alle loro strategie operative e produttive.
Alla conferenza ha partecipato anche Pier Francesco Nervini, VP International Key Accounts Global Blue Group, società leader mondiale nella fornitura di servizi e prodotti a viaggiatori. Il titolo di top spender del 2012 se lo aggiudicano i Cinesi, con una quota pari al 23% del Tax Free Shopping europeo contro il 20% dei Russi.
Atteso un incremento del 10% nel 2012 per il mercato mondiale dei beni di lusso personali: +4% delle automobili, +12% dei vini e dei superalcolici, +18% degli alberghi, 38 miliardi la quota raggiunta dagli alimentari, + 3% dell’arredamento, +2% degli yacht.
Per il futuro ci si aspetta ancora crescita in tutti i settori, dalla pelletteria agli orologi e gioielli.
Continuerà il decollo asiatico. Si stabilizzeranno le Americhe, l’Europa sarà in ascesa.
Restano le speranze di nuovi posti di lavoro a seguito delle strategie presentate dalla Commissione Europea: politiche adeguate volte ad assicurare la competitività tra le industrie europee che operano nella fascia più alta del mercato.

Lucrezia Brunello


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