Lifestyle

Abbuffate delle feste non vi temo: ora c’è il mindful eating

Alessia Laudati
24 Dicembre 2019

Mindful eating: ecco cos’è e a cosa serve. Non c’entra con il peso minore ma con la capacità di assaporare il cibo per quello che è: cioè piacere

 

No, questo non è un articolo su come evitare di ingrassare durante le feste. Non vogliamo creare allarmismi, tantomeno promuovere i valori della diet culture. Qui si parla d’altro: di come stabilire un rapporto più equilibrato con ciò che mangeremo durante pranzi e cenoni di Natale e Capodanno.

La parola chiave? Senz’altro non è sacrificio, ma consapevolezza alimentare: ossia mindful eating. Un metodo di avvicinarsi al pasto che si concentra sul gusto, sui sapori e sul piacere degli alimenti senza far interferire con essi sentimenti come ansia, nervosismo e rabbia. Poi, se anche la vita e i fianchi perderanno qualche centimetro, tanto meglio, ma non è quello il punto.

Il mindful eating consiste nel focalizzare l’attenzione su ciò che stiamo introducendo in bocca, apprezzando qualità come il colore, l’odore e la consistenza del cibo ancora prima di consumarlo in fretta, come atto automatico. È un principio che si richiama a quello della mindfulness, della meditazione che nel silenzio sposta il pensiero su ogni aspetto che sta strettamente intorno alla propria presenza come luoghi, oggetti e colori.

Ma quante volte ragioniamo così durante il cenone? Stretti tra la chiacchierata con la zia che non vediamo da un po’ e il cin cin da portare a termine, il cibo è qualcosa che sta sullo sfondo, che si afferra, si mastica svogliati, che si succhia senza piacere, niente di più – con buona pace delle leccornie che, da buoni italiani, ci attendono in tavola. Questo è quello che ci insegna il multitasking, ma il problema è che nell’atto del consumo questa tendenza a fare più cose contemporaneamente non fa altro che farci mangiare di più e peggio. Così, anche a Natale deve valere lo stesso principio, quello della consapevolezza psicologica.

Tra le regole che vi consigliamo ci sono quelle di non sedervi a tavola facendo più cose contemporaneamente e di bere un bicchiere d’acqua prima di cominciare a saziarvi. Dalla chiacchiera con il parente che sta di fronte, al postare su Instagram, rischiate di congestionarvi e non rendervi conto nemmeno di quello che avrete nel piatto. Piuttosto, meglio parlare solo con chi avete vicino, una persona sola, e contemporaneamente gustare piano ogni sapore. Proprio la lentezza è uno degli elementi base del mindful eating: perché consumare piano aiuta ad attivare i centri di sazietà che non sono veloci quanto le nostre fauci. Altro diktat da applicare: specialmente durante l’aperitivo e il pre-cena, tenete lontani i cellulari. Sono un fonte di distrazione assicurata e proprio lo scrolling più selvaggio può allontanare dal momento presente la mente e il fisico. In ogni situazione sociale e gourmet, stoppate quindi gli automatismi, respirate e osservate.

Il qui e ora è molto più importante dello slurp: alla fine il mantra del mindful eating è tutto qui.