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Abiti a noleggio online: affittare vestiti è cool (e questi siti lo dimostrano)

Beatrice Trinci
14 Novembre 2018

Smettere di fare shopping eppure presentarsi in vesti sempre nuove è ora possibile. Sulla scia di Netflix e Spotify, piattaforme digitali che attraverso un abbonamento mensile permettono agli users di usufruire di un’infinita selezione di serie tv, film e musica in alta qualità, arrivano molteplici siti esclusivamente dedicati all’acquisto di abiti a noleggio.

Un’iniziativa recente che ha già conquistato Stati Uniti e Asia, ma che presto promette di rivoluzionare il concetto di shopping e fast fashion cui siamo abituati, puntando non più sul solo noleggio di abiti da cerimonia, ma anche di modelli quotidiani, dal lavoro al tempo libero.

Un servizio che permette di noleggiare vestiti e indossarli solo quando servono, senza dover investire un patrimonio in indumenti che potrebbero presto stancare o passare di moda.

A lanciare il servizio sono state aziende come la cinese YCloset e la newyorchese Rent To Runway, realtà pioniera che ha aperto i battenti nel 2009, seguite da Le Tote di San Francisco e Girl Meets Dress di Londra. New entry del settore invece Tulerie, una società di noleggio moda members only, che, attraverso la registrazione su un’app dedicata, offre agli utenti la possibilità di scambiare e noleggiare vestiti, scarpe e accessori.

Siti diversi, che coprono territori lontani e variegati, ma la cui offerta è molto simile: dietro il pagamento di diversi pacchetti proposti dalle aziende è possibile affittare un certo tot di abiti, anche – e soprattutto – casual, come jeans, t-shirt, sneakers, oltre che pezzi firmati ad un prezzo accessibile.

Lo shopping del futuro? Questo è quello che pensano le due fondatrici di Tulerie, sulla scia di servizi come i già citati Netflix e Spotify, insieme a Uber, Airbnb e tanti altri: buona qualità e prezzi bassi sarebbero i punti di forza, seguendo da vicino le richieste e le modalità di acquisto dei consumatori di oggi.

I siti di noleggio abiti rappresentano anche una svolta ecologica, che potrebbe interrompere l’attuale tendenza di una moda sempre più usa e getta, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale delle industrie tessili, ancora oggi tra le più nocive per l’ecosistema. Anche se la rivoluzione è soprattutto nello stile: per puntare su un look sempre diverso, che non è importante a questo punto possedere, ma perlopiù indossare.

 

 

 

 

 

 


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