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Addio al principe Giovanelli, re dei salotti romani

Jennifer Courson Guerra
26 settembre 2016

copertina-carlo-giovanelli

Arbiter elegantiarum della mondanità europea, si è spento domenica mattina a 74 anni Carlo Giovanelli Marconi. Amico intimo dei Savoia, imparentato con il patriarca di Venezia e due pontefici, viveur atipico e sopra le righe, il principe lascia un vuoto nella dolce vita romana.

Il suo casato, però, non è originario della Capitale, ma di Bergamo e risale al 1600. Il principe nacque comunque a Roma, nel 1942, in via Veneto: “Un segno del destino. Quella strada sarebbe diventata il simbolo della Dolce Vita e del jet set e io, che tanto frequento quel mondo, ho visto da bambino e poi da ragazzetto passare sotto casa il re Farouk, Onassis, la Callas e tutti i divi americani”, raccontava.

Sposò Elettra Marconi, figlia dell’inventore della radio, da cui ebbe il figlio Guglielmo, il primo ad annunciare la morte dell’amato padre. Non mancava mai a party, cocktail, balli, matrimoni: la sua presenza, dicono gli amici, era fondamentale ma discreta e garbata. “Essere principi oggi significa dare l’esempio. Dimenticare i privilegi, le glorie passate e invece porsi con simpatia e disponibilità verso tutti. Sono contento quando di me dicono: beh, è una persona carina”, amava ripetere.

La vita di Carlo Giovannelli è trascorsa non solo sotto i riflettori, ma anche nella villa romana ereditata dalla madre, tra l’Aurelia e la Boccea, la Fogaccia. Commendatore del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, cittadino onorario di Lonigo (Vicenza), presidente della Fondazione «Principi Giuseppe e Giulia Giovanelli», membro storico del Circolo della Caccia: Roma saluterà il suo ultimo principe con una cerimonia funebre mercoledì alle 11, nella chiesa di San Carlo al Corso.


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