Cultura

Al Teatro alla Scala un grande omaggio a van Manen e Petit

Benedetta Bossetti
28 Gennaio 2020

Torna al Teatro alla Scala sino all’8 febbraio la serie di balletti introspettivi costruiti su brani di musica da camera: cinque storie che sono altrettanti microcosmi, in un vero omaggio a due tra i più grandi coreografi del XX secolo, l’olandese Hans van Manen e Roland Petit.

Ad aprire la serata è Adagio Hammerklavier, creato da van Manen nel 1973 per l’Het Nationale Ballet, sull’Adagio n.29 op 105 di Ludwig van Beethoven: la danza di tre coppie che vivono un lento e complesso viaggio introspettivo.

A seguire, sul palco, l’intensa emozione del Kammerballett: creato nel 1995 per il Nederlands Dans Theatre su musica di Karayev, Cage e Scarlatti, viene rappresentato per la prima volta al Piermarini.

Sarcasmen su musica di Prokofiev, op.17 è invece un balletto ironico e spassoso, un po’ sopra le righe, dove il pianista in scena, James Vaughan, è lui stesso coinvolto nella mimica dello spettacolo. Nicoletta Manni è provocatoria e ammiccante,  Claudio Coviello forte ed estremamente espressivo.

Di Roland Petit, con la supervisione di Luigi Bonino, è poi il passo a due Le combat des Anges, ispirato al monumentale romanzo di Proust “Alla ricerca del tempo perduto”, su  musica di Gabriel Fauré: una narrazione di conflitti e di amore, che vede sul palco Claudio Coviello e Marco Agostino, intensi, incisivi e capaci di  incantare il pubblico con le loro interpretazioni cariche di pathos.

Infine, a chiudere lo spettacolo, Le Jeune Homme et la Mort, capolavoro di Roland Petit: nato nel 1946 su libretto di Jean Cocteau e musica di Bach eseguita all’organo da Lorenzo Bonoldi, è un balletto estremamente impegnativo, sia per la drammaticità sia la presenza scenica richiesta. Roberto Bolle ha danzato mirabilmente – sempre con l’usuale carisma e la sua innata signorilità – impersonando l’angoscia vibrante di un giovane esistenzialista che, annoiato dalla vita, sceglie la morte al dolore del quotidiano; Nicoletta Manni affascina, interpretando con magistrale perfidia il doppio ruolo dell’amante e della morte seduttrice.

Nell’insieme uno spettacolo difficile, permeato di rara intensità, armonia ed eleganza.

Ph credits: Brescia/Amisano Teatro alla Scala