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Al via l’anno del Topo: 5 cose da sapere sul Capodanno Cinese

Silvia Ragni
16 Gennaio 2020

Mancano ormai pochi giorni ad uno dei più importanti eventi celebrati in Cina, nelle Chinatown internazionali ed in paesi come (tra gli altri) il Vietnam, il Nepal, il Bhutan, Taiwan, Singapore, la Corea, la Mongolia, la Malaysia ed il Giappone: il 25 Gennaio segnerà l’inizio delle due settimane di festeggiamenti per il Capodanno Lunare o Festa di Primavera, da noi più noti come “Capodanno Cinese”.

Tradizione secolare – pare che la ricorrenza fu introdotta dall’ Imperatore Huang Ti nel 2637 a.C. – e caposaldo della cultura cinese, questa festività non cade, però, ogni anno nello stesso giorno. Il calendario luni-solare a cui la Cina fa riferimento la fa infatti coincidere con la seconda luna nuova dopo il Solstizio d’inverno, un fenomeno che può verificarsi nel periodo compreso tra il 21 Gennaio e il 19 Febbraio del calendario gregoriano.

Il 25 Gennaio, data in cui ricorre nel 2020, si inaugurerà l’anno del Topo: un segno zodiacale che nell’ex Celeste Impero viene associato alla gentilezza, all’ eclettismo, alla sagacia e all’abbondanza di risorse. Ma quali miti, usanze e tradizioni contraddistinguono questa celebrazione talmente affascinante da ispirare persino capsule di abbigliamento, accessori e collezioni make up a tema?

Approfondiamo insieme, in 5 punti, i tratti essenziali del Capodanno Cinese. 

La leggenda da cui nasce
Si narra che, secoli orsono, il mostro Niàn uscisse dal suo nascondiglio una volta all’anno per cibarsi di carne umana. Un giorno, un mendicante arrivò in un villaggio e promise di scacciare la bestia: si vestì di rosso, tinse di rosso i portoni e, quando Niàn apparve, fuggì terrorizzato da quel colore e dallo scoppio di migliaia di petardi. Da allora, il rosso e le esplosioni pirotecniche divennero due emblemi del Capodanno Cinese: sono di buon auspicio ed allontanano gli spiriti maligni.

I segni zodiacali cinesi
Un’altra leggenda vuole che l’Imperatore di Giada (Sovrano del Paradiso e Signore dei Cieli) indisse una competizione tra gli animali terrestri; i primi 12 arrivati, avrebbero dato il proprio nome a ciascun anno del ciclo lunare. Dopo svariate peripezie incontrate lungo il cammino, i gareggianti si presentarono innanzi all’Imperatore in quest’ordine: Topo, Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. Fu così che lo Zodiaco Cinese ebbe origine.

Le cerimonie chiave
La sera della vigilia, il banchetto in famiglia è imprescindibile: nel periodo che precede i 15 giorni di festeggiamenti, non a caso, in Cina si assiste a un forte incremento dei viaggi. Il fenomeno, detto Chunyun, nasce dalla volontà di raggiungere amici e familiari. Altra data clou è quella della Festa delle Lanterne. Il 15mo giorno, le strade, l’esterno delle case e dei negozi si adornano di un tripudio di lanterne rosse. Ad esse sono associati riti propiziatori e indovinelli da risolvere.

Le usanze
Sono molteplici. Citeremo dunque le più rilevanti: una pulizia scrupolosa della casa, nei giorni antecedenti al Capodanno, fa sì che ci si liberi dalla polvere e dal vecchiume, ma anche dalle entità maligne. Il rosso, colore beneaugurale, predomina, mentre vestirsi di nero è vietato poiché attira la malasorte. Rosse sono anche le buste piene di denaro che i cinesi sono soliti scambiarsi in dono. La tradizionale danza del Leone, invece, si ispira alla celebre leggenda del mostro Niàn.

Le pietanze tradizionali 
La cena della vigilia è sontuosa. I piatti più comuni sono ricchi di valenze scaramantiche: “pesce” ed “abbondanza”, ad esempio, in cinese sono omofoni, così come la torta di riso Nian Gao lo è di “anno migliore”. I mandarini favoriscono la buona sorte, l’ananas la prosperità, mentre i lunghi spaghetti cinesi non vanno mai accorciati perché emblemi di lunga vita. I ravioli Jiaozi, a forma di sacchetti ripieni, propiziano ricchezza e non è raro che venga aggiunta una moneta al loro impasto.



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