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Alaïa e Balenciaga: una mostra per due geni della Couture

Martina D'Amelio
20 Dicembre 2019

Lo stilista Azzedine Alaïa

Azzedine Alaïa Cristobal Balenciaga. Due indimenticati couturier, ognuno con il proprio genio. A confronto: è questo lo scopo che si prefigge “Alaïa and Balenciaga: sculptors of shape”, l’ultima mostra organizzata dalla Association Azzedine Alaïa.

Appuntamento negli spazi della fondazione francese al 18 di rue de la Verrerie a Parigi, a partire dal 20 gennaio 2020 (a ridosso della fashion week dedicata all’uomo). In scena, 80 capi di alta moda firmati dai due creativi,  dedicata alla memoria del conte Hubert de Givenchy, patron dell’omonima Maison francese e fan del designer spagnolo. Prima della sua scomparsa nel 2018 e pochi mesi dopo la morte di Azzedine Alaïa, Givenchy propose all’Association Azzedine Alaïa di riunire i due grandi stilisti in un unico progetto espositivo.

E ora il suo sogno diventa realtà: l’exhibition, curata da Olivier Saillard, storico di moda e dallo scorso anno anche artistic consultant di Pitti immagine Uomo, fa dialogare le opere di tessuto collezionate dallo stesso Alaïa e firmate da Balenciaga con le proprie e quelle di altri grandi stilisti degli anni Trenta e Cinquanta, da Grès a Vionnet a Schiaparelli. Alaïa, nato nel 1949e scomparso nel 2017, non ha mai fatto mistero di essersi ispirato proprio a Balenciaga (1895-1972) per costruire la sua Couture, anche se non l’ha mai incontrato.

Entrambi basati a Parigi, Azzedine Alaïa e Cristobal Balenciaga lavorarono in epoche e contesti diversi. Nel 1968, di fronte all’impennata della domanda di prêt-à-porter, Cristobal Balenciaga decide di chiudere la sua Maison specializzata in Haute Couture. Solo qualche tempo dopo, Mademoiselle Renée, che aveva trascorso alcuni decenni al servizio della casa di moda come vicedirettore generale, cominciò a domandarsi che fine avrebbero fatto gli abiti e i tessuti rimasti in loco, e invitò così l’allora giovane stilista tunisino a scegliere una selezione di creazioni firmate Cristobal Balenciaga. L’invito? Rielabolarle per dare loro un nuovo aspetto. Un progetto che non ebbe luogo, perché il designer rimase così stupito da quelle creazioni da iniziare una vera e propria collezione, custodita con cura tra fasci di seta.

Per lui quella mossa rappresentò una sorta di movente creativo. Per noi, invece, rappresenta un fatto decisivo capace di segnare la storia della moda. Le opere di Balenciaga accuratamente archiviate e collezionate da Alaïa rappresentano un patrimonio inestimabile. E ora sarà possibile ammirarle non solo a Parigi, ma anche, da luglio 2020 in poi, nell’abitazione spagnola di Cristobal Balenciaga, sita nel villaggio di Guetaria, che oggi ospita la Balenciaga Foundation. Se avete in programma qualche weekend all’estero nei prossimi mesi, segnate in agenda.

 

 

 

 



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