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Alexander McQueen: il riciclo a favore della creatività

Martina D'Amelio
28 Febbraio 2020

Il trench realizzato con i materiali McQueen donati da Sarah Burton all’Università di Westminster

Il direttore creativo di Alexander McQueen Sarah Burton – da sempre in prima linea quando si parla di nuovi talenti creativi – vara una nuova parte del suo programma volto a coinvolgere le scuole di moda.

Protagonisti i tessuti in avanzo utilizzati per le proprie collezioni e quelli, ancora più preziosi, d’archivio: la stilista ha deciso di donare questi pezzi originali proprio ai neolaureati del Regno Unito. “Tutto ciò che utilizziamo nella ricerca e nella progettazione delle collezioni è sempre stato archiviato. Quando ho iniziato a lavorare da McQueen, Lee mi aveva aiutato a trovare i tessuti per la mia collezione di laurea. Sono stata fortunata. Oggi è ancora più complicato, in un momento come questo, in cui tutti pensiamo che le risorse più preziose vadano utilizzate nel modo appropriato. Non abbiamo mai buttato via nulla”, ha raccontato Burton, alla guida del brand dal 2010.

Uno dei look della collezione di laurea di Steven Stokey-Daley

Tweed, chiffon, tessuti per camicie e sete: lo scopo è quello di ridare vita a dei materiali in eccedenza, dopo i cicli di campionamento e produzione delle collezioni maschili e femminili. Finora sono 14 le scuole in Inghilterra, Galles e Scozia che hanno ricevuto i preziosi “scarti”, disponibili per i giovani creativi a livello gratuito per sperimentare nuove forme di artigianalità.

E c’è già una collezione realizzata con questi pezzi: si tratta del graduation project di Steven Stokey-Daley, studente della facoltà di Design dell’Università di Westminster.

D’altronde, il metodo Burton è insito nella personalità e nel carattere della stilista. Che, ricordiamolo, ha iniziato da stagista dopo la laurea alla Central Saint Martins, proprio nelle fila di Alexander McQueen. Il suo ruolo? Una sorta di archivista: nessuno come lei conosceva i luoghi dove venivano deposti i materiali della Maison, pronta a fornire tutti i dettagli del caso all’ufficio stile e a McQueen stesso. Un’esperienza che ha profondamente segnato il suo lavoro e l’ha portata al successo: la designer si appresta a sfilare lunedì 2 marzo nel pieno della PFW, a 10 anni dalla morte di Lee.

Non resta che sperare la sua iniziativa, immediata e d’effetto, sia d’esempio per altri colleghi. Un modello da seguire anche per altre aziende del settore, in nome di un’economia circolare e di una moda sempre più green.

 

 



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