Leggere insieme

All-of-a-Kind Family. Hanukkah

Marina Petruzio
16 Dicembre 2018

All-of-a-Kind Family” nella trascrizione di Emily Jenkins con le bellissime illustrazioni di Paul O. Zelinsky è uno dei racconti scritti da Sydney Taylor tra il ‘51 e il ‘78 che riguardano la vita è le tradizioni di una famiglia di immigrati di religione ebraica in America, a New York e più precisamente nel Lower East Side, che per molto tempo fu il più grande quartiere ebraico del mondo. Sydney Taylor, nata Sarah Brenner, usava sedersi accanto al letto della sua unica figlia e per compensare questa unicità le raccontava di una grande famiglia unita e gioiosa, la sua. Solo più tardi i racconti famigliari divennero dei libri illustrati per bambini, per tutti i bambini e non solo per quelli di religione ebraica. Cosa che valse alla scrittrice il Nationals Jewish Book Award for Children’s Literature. È questo è il racconto della festa delle luci ebraica, Hanukkah, che inizia la notte del 24 dicembre con l’accensione della prima candela del grande candelabro a otto bracci.

Incontrare quest’albo, leggerlo e guardarlo con attenzione, dà la stessa sensazione di aver passato una giornata allegra in una grande famiglia che ti spalanca la porta della sua casa, lassù in cima a quella ripida scala, e ti accoglie. Una casa piccola, calda e profumata, operosa e ricca di quella affettuosa collaborazione che le giornate prossime a una festività portano, con i preparativi, i piccoli e grandi riti, il rispetto dei ruoli che si acquisiscono per diritto in base alla propria età e i capricci dei più piccoli che vorrebbero sentirsi grandi per poter fare anch’essi la loro parte. Ma in una famiglia unita un piccolo e grande compito c’è sempre per tutti.

È il 1912 e la prima notte di Hanukkah notte nella quale le famiglie di religione ebraica pongono il loro candelabro nei pressi di una finestra e con la candela guida accendono la prima candelina a destra. Ne accenderanno una al giorno per otto giorni. Otto giorni di festa, di riti e di buon cibo.

Nevica a New York, nevica sulle povere case e nel popoloso quartiere dove la gente si accalca carica di ogni sorta di cose per le strade e i marciapiedi affollati. Sarah e la piccola Gertie rientrano veloci dalla loro passeggiata, presto si farà sera, la prima sera di Hanukkah, i menorah sono già alle finestre, le candele spente che prima ancora molte faccende attendono. Come i latkes, le frittelle salate di patate che si gustano per tradizione con la salsa di mele e che si preparano nel pomeriggio!

E mentre rientrano Sarah ricorda a Gertie, passo dopo passo, cosa succederà quella sera, mentre la piccola si presenterà per quello che una bambina di quattro anni è: curiosa della neve, che assaggia e calcia, strisciando i piedi e producendo un suono con i suoi scarponcini sul freddo marciapiede. Un suono che varierà sulle scale, salendo i gradini, e che più tardi in un attimo di sdegno diverrà come grandine su un tamburo. Introducendoci nella parte più intima del racconto.

Noi lettori, ospiti del racconto, siamo come Gertie in questa casa operosa il forno caldo, l’acqua a bollire sulla stufa, l’olio che frigge. I profumi della festa. Chi pela patate chi le grattugia chi sbatte le uova e aggiunge il sale, chi è pronto a gettare le carote nell’acqua bollente a lessare, chi taglia una grossa cipolla che pizzica gli occhi, chi osserva la mamma – che forse l’anno prossimo toccherà a lei quel fare! Sono le quattro sorelle di Gertie occupate con la mamma a preparare la cena, i latkes e la salsa. Noi con la piccola Gertie senza ruolo, osserviamo, incuriositi, tra un cambio prospettico e l’altro, senza regole col punto di vista di una bambina e con lei finiremo sole, in camera, sotto il letto, allontanati da tutto quel trambusto per ritrovar la calma che necessita a una persona civile per poter stare serena nella sua comunità. Che i piedi in casa non si battono, con quel frastuono poi!

L’arrivo di un papà amoroso risolverà la situazione, i bronci e darà anche alla piccola Gertie un ruolo importante. Ora ha quattro anni, l’anno prossimo a Hanukkah e per tutta la vita ricorderà il giorno in cui, dopo una giornata difficile, fu grande a sufficienza per accendere la candelina guida e la prima candela della festa delle luci ebraica. Con l’aiuto delle mani di papà.

Un albo molto intimo con la sonorità calda e calma del racconto e illustrazioni dai bordi marcati, dai colori piatti e dalle forme semplici e ricche di dettagli. Un albo che mette in pace e prepara alla festa. La festa delle luci ebraica che profuma di casa, di famiglie unite, di latkes e di libertà. Bellissimo.

 

 

All-of-a-Kind Family Hanukkah
scritto da Emily Jenkins e illustrato da Paul O. Zelinsky
tratto da un racconto di Sydney Taylor (1951)
edito da Schwartz & Wade books – NY 2018
euro 19,44
età di lettura: per tutti

 


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