Leggere insieme

Alla ricerca del fiore dorato

Marina Petruzio
22 Settembre 2019

Sempre dal felice formato, quadrato di facile gestione in mano, sul tavolo, in una borsa e perfetto in uno zaino, “Alla ricerca del fiore dorato” di Benjamin Flouw da Sinnos non è solo un libro illustrato, ma uno spunto ad uscire, esercitare lo sguardo e cercare, raccogliere, catalogare, esplorare, raccontare.

Poni una sera, in un angolino preferito di casa, quello dove si è posta la poltrona da lettura, il tavolino, il posto rifugio dove sorseggiare una tazza di caffè o di calda tisana, vicino alla finestra, alla luce delle stagioni, circondato da piante rigogliose, profumate. Quel posto dove si va per ristorarsi. Poni una sera a casa del signor Volpe, mentre sfoglia un vecchio libro di botanica, sua enorme passione. L’atmosfera è quella giusta anche per solleticare la propria curiosità, e cercare nei libri qualcosa di nuovo, una nuova specie, un fiore raro e particolare, per abbellire casa. L’umore è ottimo e lo stato è quello di chi si pone con intenzione di cercare e trovare qualcosa di prezioso.

I baffi probabilmente vibrano d’eccitazione in questi casi, ma non è dato di saperlo. Le pagine scorrono, gli occhi frugano sino a che…eccolo! In una pagina manca un’illustrazione, di una specie rara: nel vecchio libro non ve n’è traccia, se non nel trafiletto che narra di un tale Millepetali dorato della famiglia Bennascoste che cresce in montagna. Al signor Volpe basta questo, si fa punto di trovarlo. La montagna è là fuori e lo aspetta: si va alla ricerca del fiore dorato.

E il libro, là fuori, si svela per quel che è: un taccuino. Dopo aver lasciato uno spazio dettagliato all’abbigliamento e al necessario alla spedizione – che comprende, oltre a un cappello di lana a coste color rosso con due buchi per le orecchie, anche due succulente baguette farcite con marmellata d’uva, la preferita del signor Volpe (in memoria di quella volta in cui la Volpe e l’uva…) – gli appunti di botanica rosicano qualche pagina alla storia. Ecco allora che, in quello stile un po’ puntuto, squadrato, ridotto alla forma base di Benjamin Flouw sembrerà al lettore di camminare accanto al signor Volpe, dalle lunghissime gambe, che appunta e disegna colora e raccoglie: lì c’è un abete bianco, ecco la sua pigna e un rametto dei suoi aghi. Proseguendo più in là una quercia, e fermarsi a raccogliere la sua ghianda, poi il faggio e le sue foglie facili da conservare tra le pagine, e ancora l’acero con le eliche da appiccicare al naso. Più avanti, ma a quel punto in alta montagna in compagnia del cugino Lupo incontrato sul cammino, il signor Volpe avrà modo di ammirare, nella vasta radura, una miriade di piccoli fiorellini multicolore, il cibo preferito dalle mucche, morbido e profumato! Non pensiate di trovare Volpe impreparato, li conosce tutti e li appunta un per uno tra le pagine del suo taccuino. Nome volgare e botanico, colore, forma: tutto ciò che è necessario per riconoscerlo e ricordarlo una sera, là, nel suo angolino preferito, fuori freddo e dentro caldo e verde. Ma è il Millepetali dorato?

Nella radura non c’è, i suoi fiori sono odorosi delicati e tenui ma sicuramente poco rari, la signora Marmotta suggerisce di inerpicarsi: il Millepetali è un fiore di montagna, Volpe dovrà ancora farne di strada. Quindi sul taccuino appunta il dislivello percorso dalla sua casa verde del piano collinare sino ai 3000 metri del piano nivale. Ma troverà il suo Millepetali dorato della famiglia Bennascoste alla fine, lassù dove non cresce un filo d’erba e rocce e sassi han la meglio, dove neppure il vecchio Stambecco ha motivo di andare…? Quel che sappiamo è che il vecchio libro si è arricchito di un disegno dettagliatissimo, meraviglioso, quasi reale e ora sta lì a ricordare quanto fosse incredibilmente e favolosamente affascinante il Millepiedi dorato, lassù quella sera, alla luce del tramonto.

C’è poi una pagina in questo nuovo libro, proprio alla fine, dopo che le pagine si fanno a quadretti, la storia è finita e si può pensare a un taccuino proprio, a disegnare una mappa, creare un erbario, collezionare piume, c’è una pagina che invita a fare della Land Art, una pratica poco raccontata ai bambini e ben poco diffusa ma di grandissimo effetto e soddisfazione, una forma d’arte che ha ispirato moltissimi artisti, che non può essere custodita in un museo e che viene fatta con ciò che trovi e raccogli in natura. Con le sue forme, i propri colori, che mai trova una forma stabile benchè sempre perfetta, perché sempre nuova – dopo un temporale, una pioggia primaverile, un soffio di vento – si presenta allo sguardo: l’invito è quindi a giocare.

 

Alla ricerca del fiore dorato
di Benjamin Flouw
edito Sinnos
€12
età di lettura: dai 6 anni



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