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Alle origini dello sport: la pallamano, giocato anche dagli antichi romani

Alessandro Cassaghi
25 Novembre 2019

Dal 30 novembre al 15 dicembre si terrà il campionato del mondo di pallamano femminile, e avrà luogo in Giappone. Anche se la nostra nazionale non sarà presente, sarà comunque una bella opportunità per conoscere un gioco di squadra poco famoso ma non per questo meno interessante. Ecco allora cinque curiosità sulla pallamano che vale la pena sapere!

Uno sport molto antico. Nell’antica Roma esisteva un gioco molto simile alla pallamano, che si chiamava harpastum e serviva ai legionari come addestramento alla guerra. Era una pratica così importante che ne abbiamo traccia persino nei mosaici antichi. L’harpastum in breve tempo contagiò altre popolazioni: prima venne utilizzato dai guerrieri germani e poi si trasformò da gioco di addestramento a esercizio ludico. Fu proprio in Germania che questo gioco ancestrale venne modificato: con l’introduzione delle regole, verso la fine dell’Ottocento, divenne un momento di allenamento nelle scuole.

Una grandissima diffusione. Si praticava la pallamano in tutto il mondo fin dagli anni Sessanta del Novecento. E, a detta di varie statistiche, la pallamano risulta essere il secondo sport di squadra praticato al mondo – dopo il calcio – dalla popolazione maschile, mentre è in assoluto il primo sport di squadra praticato dalla popolazione femminile.

Il tiro più spettacolare della pallamano: il tiro di Kempa. Il tiro di Kempa, o “volante”, è un tiro spettacolare inventato dal giocatore di pallamano tedesco Bernhard Kempa. Viene effettuato da un giocatore che riceve il passaggio mentre è già in elevazione. Lo stesso Kempa lo descrisse in questo modo: “Un giocatore lancia la palla sopra la difesa, il suo compagno salta alto (…) trova la palla mentre è ancora in volo e segna una rete”. E lo stadio non può far altro che applaudire dopo una tecnica del genere!

Questione di numeri. La pallamano è un gioco molto rapido, con azioni che si susseguono senza sosta e partite che possono terminare a punteggi astronomici, non sono rari persino i “32 a 30”. Ma mai e poi mai ci saremmo aspettati di vedere sul tabellone segnapunti l’86 a 2 con il quale l’Unione Sovietica liquidò l’Afghanistan nel 1981. Invece, se pensiamo al record per reti segnate in una partita da un singolo giocatore, il titolo di campione spetta a Zoran Mikulic, terzino sinistro croato che segnò contro il BM Guadalajara ben 21 reti!

Un giocatore più unico che raro: tre medaglie olimpiche con due nazionali diverse! No, non è un refuso, avete letto bene. C’è un giocatore che ha vinto tre medaglie olimpiche nella pallamano… con due nazioni diverse! Talant Dujshebaev alle Olimpiadi del 1992 si trovava tra le fila della Squadra Unificata – il nome utilizzato dalle squadre sportive dell’ex Unione Sovietica in quell’anno – ma l’anno successivo Talant vinse il mondiale con la maglia della Russia, e per finire nel 1996 e nel 2000 si mise al collo due bronzi olimpici con la rappresentativa spagnola dopo aver ricevuto la cittadinanza.

 



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