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Amour en fleur: a lezione di bouquet

Emanuela Beretta
6 Giugno 2019

L’amore per le piante e i fiori me l’ha trasmesso nonna Amalia. A Milano abitavamo in una casa con un ampio giardino e la passione della nonna, oltre la cucina, era quello spazio coloratissimo e ricco di profumi.

Ad ogni primavera, poi, avevamo un rito tutto nostro: la nonna mi regalava una piantina. Era mia, la mia piantina. Questo significava che l’avrei dovuta accudire e far crescere nei mesi a seguire. Nonna Amalia mi aiutava, certo, era prodiga di indicazioni e consigli, ma non interveniva più di tanto, mi lasciava fare: era il suo modo per insegnarmi parole come “responsabilità”, “cura”, “amore”. Ricordo che mi impegnavo molto, volevo ottenere dei risultati concreti, di tutto quel mio daffare intorno alla piantina e, con calma, arrivavano: che gioia vedere quei germogli verdi crescere, e poi  sbocciare in mille profumi e colori.

Una gioia grande che, ancora oggi, porto con me, e che si rinnova quando vedo il terrazzo cambiare i colori nell’alternarsi delle stagioni. Capirete dunque il mio entusiasmo quando sono stata invitata ad assistere ad una lezione sul bouquet tenuta da un grande come Stéphane Chapelle, per di più in una cornice suggestiva come Raw&Co, in Corso Magenta 10 a Milano. Per chi non lo sapesse, Stéphane è uno dei più importanti e influenti flower designer di Parigi, celebre per le sue opere fiorite, concettuali e geniali.

Vengo catturata dallo stupore già all’ingresso, quando mi introducono nella serra di Raw&Co: il luogo del workshop è tappezzato con decori maison, tavoli d’antan che pullulano di peonie bianche e rosa, fluttuanti aspargine, statice variopinto, e l’etereo thlaspi. Il nostro fleuriste-jardinier con garbo e maestria introduce alle regole base per una composizione armonica; dispensa trucchi del mestiere, consigli pratici, tips preziosi e, il risultato finale, ovviamente, incanta. Il problema sorge quando viene richiesto a noi neofite di replicare l’opera: i commenti si sprecano, cerchiamo con estrema incertezza di ripetere il compito coadiuvate da Stéphane e dal suo pazientissimo socio, Luc Deporrois. Tutto è molto divertente, quasi spensierato.

Le nostre realizzazioni piano piano prendono forma, i grovigli vengono corretti dalle mani sapienti dei nostri maestri  e, come per magia, diventano opere armoniose e bellissime. Al termine tutte riusciamo a condividere un momento di vera gioia, tante risate e molta soddisfazione per un bouquet che mai riusciremo a replicare.

Due ore di serenità, un momento che fa bene al cuore e che tutti dovrebbero regalarsi. Perché, come scrisse Paul Claudel: “Un fiore è breve, ma la gioia che dona in un minuto è una di quelle cose che non hanno un inizio o una fine”.



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