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Anche Gucci arruola una manager per l’inclusione e la diversità

Martina D'Amelio
5 Agosto 2019

Renée E. Tirado

Ve ne avevamo già parlato qui: tra le nuove figure ricercate nelle aziende del lusso ce n’è una che sta prendendo sempre più potere. Si tratta dei Diversity Manager, specialisti dell’inclusività: un tema sempre più caro ai big dell’universo moda. Dopo Chanel, è ora la volta di Gucci, che nomina Renée E. Tirado alla guida dei progetti sulla diversità, l’equità e l’inclusione a livello globale dell’azienda.

La Maison di Kering d’altronde non è nuova a queste iniziative. Risale allo scorso marzo il lancio del programma Gucci Changemakers con l’obiettivo di monitorare l’impatto sociale della moda con un fondo appositamente stanziato per sostenere le comunità afroamericane del valore di 5 milioni di dollari. A questo è inoltre legato uno stanziamento di altri 1,5 milioni, che serviranno invece a finanziare borse di studio per giovani talenti del settore in Nord America e un piano di volontariato per tutti i dipendenti a livello globale. A presiederlo il mitico Dapper Dan, creativo poliedrico e visionario (di colore) della casa di moda.

E ora, ad affiancare e guidare queste iniziative ci sarà anche la manager, nata e cresciuta a Brooklyn, che ha ricoperto il ruolo di chief diversity & inclusion officer presso la Major League Baseball. Renée E. Tirado lavorerà da New York e riporterà direttamente al presidente e ceo Marco Bizzarri, responsabile dell’ideazione, dello sviluppo e dell’implementazione di “una strategia globale volta a creare un ambiente di lavoro ancora più inclusivo ed equo, rafforzando inoltre la diversità rispetto alle iniziative commerciali Gucci. Il suo ruolo include garantire l’implementazione della diversità, dell’equità e dell’inclusione (DE&I) in tutte le regioni, assumendo e guidando un team globale di DE&I”.

La sua strategia si estenderà progressivamente anche agli attuali processi di selezione del marchio così come alle modalità di revisione e promozione interne dei talenti. “Lavorare per garantire il rispetto della diversità e l’inclusione è la cosa più importante”, ha dichiarato Tirado.

È solo di recente che le multinazionali di moda hanno cominciato a introdurre figure manageriali ad hoc per questo ruolo. L’annuncio di Gucci segue da vicino quello recente di Chanel, che ha nominato Fiona Pargeter come responsabile della promozione di diversità e inclusione, nuova sezione a sostegno dell’area sostenibilità del dipartimento Risorse umane e organizzazione. A febbraio 2019, Prada ha creato un comitato consultivo specifico sulla diversità e l’inclusione, il “Diversity and inclusion advisory council”, presieduto da Ava DuVernay e Theaster Gates. E chissà quanti altri seguiranno il loro esempio.