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Ansie 4.0: cosa sono e come sconfiggere Fobo e Fomo

Alessia Laudati
31 Dicembre 2019

Nuovi termini entrati nel vocabolario di ogni giorno Fobo e Fomo sono emozioni antiche scatenate da contesti nuovi. Ma l’ansia relazionale può combattere e sconfiggere (anche con un acronimo)

 

L’uso diffuso dei social network ha una doppia faccia: se da un lato creato grandi possibilità di sentirsi connessi, dall’altra ha saputo generare anche un diffuso senso di isolamento e inferiorità. Specialmente durante periodi speciali come le feste: mentre ci sentiamo più vicini alle vite degli altri – del resto basta un click –, di fatto siamo molto più esposti a confrontarci con il resto del mondo e con ciò che racconta o ostenta. Per questo nascono sentimenti come invidia, insicurezza, paura di essere isolati socialmente mentre tutti gli altri si divertono. Sono emozioni antiche, con cui l’umanità si è sempre confrontata, ma che oggi diventano più potenti e più diffuse dati i nuovi contesti da cui scaturiscono e il voyeurismo implicito del mezzo social.

Tanto che persino il dizionario si adegua e trova nuovi modi per descrivere le paure tipiche di questo secolo. Se riassunte, hanno lo stesso scopo: non farci vivere il presente e inibire la capacità di scelta. Tutto è cominciato con Fomo, l’acronimo di Fear Of Missing Out, la paura di perdersi qualcosa. A inventarla è stato Patrick McGinnis, uno studioso americano che già nel 2004 parlava dell’ansia sociale di sentirsi sempre al centro della mondanità e delle relazioni sociali per paura di essere esclusi o peggio dimenticati.

La Fobo, Fear Of Better Options, invece, sarebbe un timore capace di ridurre la capacità di scelta, paralizzandoci nella vita quotidiana. Dalla scelta del partner a quella di un paio di scarpe, chi soffre di questa ansia ha come una vocina dentro di sé che gli sussurra sempre che ci potrebbe essere qualcosa di meglio rispetto alla decisione che sta per prendere. E come sappiamo l’ambiente digitale è pieno di opportunità di acquisto e anche di scelta sentimentale (basta pensare a Tinder). Di fatto quindi non si è mai soddisfatti e mai risoluti. Come sbloccare quindi queste due poco simpatiche situazioni – che a volte possono sfociare in patologia?

La soluzione degli esperti è facilmente intuibile: staccare la spina dallo smartphone, almeno ogni tanto. Un oggetto che ci mette di fronte a un mondo troppo vasto per le nostre capacità cognitive. Il metodo suggerito anche in ottica di acronimi ha il suo corrispettivo utile: Jomo, la Joy Of Missing Out. Ossia il sottile piacere che deriva dal prendersi un momento per sé e per gridare al mondo: “Vai pure avanti, io resto indietro”.



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